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moratti inter

“Devo iniziare a imparare l’italiano. Mi dispiace, ma al momento capisco soltanto l’inglese e l’indonesiano”.

E’ questo l’ultimo tweet di Erick Thohir, l’uomo che da qualche giorno sta rubando la scena del calcio italiano a procuratori, giocatori ed allenatori. Il magnate che ha fatto una proposta concreta a  Massimo Moratti. Duecentosessanta milioni per l’80% dell’Inter (una ventina di milioni in più per il 100%), la sua Inter, magari lasciandogli la presidenza “temporanea” della società.

Una proposta da valutare, ma che probabilmente non merita neanche tanto, troppo tempo per essere accettata. C’è chi parla di debiti, di rosso e di un’operazione in grado di poter dare respiro alla casse interiste. Ma la questione diventa ogni giorno più grande. Il magnate indonesiano, infatti, sarebbe pronto a investimenti pesanti per la rivitalizzazione della squadra e per la costruzione di un nuovo stadio di proprietà da 60.000 posti, un impianto multi-funzionale e commerciale sulla falsariga di quelli inglesi, che potrebbe far aumentare in maniera considerevole il fatturato del club nerazzurro (si parla di 300 milioni nel medio periodo).

Insomma un modo per resettare, per ripartire. Un piano vero, serio, per dimenticare il Triplete e pensare al futuro. Per pianificare annate vincenti e non campionati anonimi sulla falsariga di quelli appena giocati. Moratti tentenna e non si capisce il perché. Da una parte il cuore, dall’altra una piazza che dopo l’addio di Mourinho ha dovuto subire più delusioni che gioie. Ma proprio da tifoso, un passo indietro va fatto, come un pilota a fine carriera, un calciatore alle sue ultime prodezze, Moratti deve prendere QUELLA decisione, lasciare. Troppi gli errori fatti in questi anni, troppa la fiducia concessa a fantomatici dirigenti e ad allenatori poco preparati. Spesso il suo amore per l’Inter e la sua voglia di strafare sono diventati veri e propri boomerang nella gestione societaria, e ora non resta che prendere l’ultima decisione, quella più importante, la definitiva, ma l’unica giusta in questo momento.

Già l’8 novembre del 2009 sul Sole 24 Ore venne lanciato l’allarme: l’Inter aveva debiti diretti con le banche per 48,3 milioni, ma anche un pegno del 100% della controllata Inter Brand srl a Banca Antonveneta (valore 40 milioni) a garanzia del finanziamento da 120 milioni ottenuto nel 2006. Ma non finisce qui. A giugno 2009 i debiti aumentarono a 431,55 milioni, in netta ascesa, anno dopo anno. E i risultati sportivi da quattro anni a questa parte non hanno garantito una copertura, anzi, le mancate qualificazioni alla Champions League hanno creato un buco difficile da coprire, se non con l’aiuto di un esterno. Ed è qui che ritorna l’interesse prima dei cinesi e poi l’offerta di Thohir.

Le conclusioni si tracciano facilmente. A meno di un lavoro straordinario sul campo con almeno un paio di Triplete consecutivi e plusvalenze stile Ibrahimovic, l’Inter, in questo momento, è totalmente fuori da ogni singola voce di gestione seguendo il famoso fair play finanziario, rischiando a conti fatti la mancata iscrizione alle coppe europee. Un’amarezza che i tifosi non meritano.

In primis il suo tifoso numero, Massimo Moratti, che a malincuore dovrà in qualche modo lasciare per non vedere la sua creatura distruggersi inesorabilmente.

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