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edu vargas

La nuova era targata Benitez porta con sé i crismi della rivoluzione. Se prima alcune fasi di preparazione alla nuova stagione venivano poco considerate, ora anche il ritorno di numerosi calciatori impone una riflessione. Sono tanti i calciatori che ritorneranno da prestiti e comproprietà e il nuovo tecnico vuole valutare tutti. Si professa calma sul da farsi considerando il patrimonio tecnico che il presidente De Laurentiis nel corso degli anni ha messo a disposizione. Investimenti poco sfruttati, acquisti “giovanili” (secondo Mazzarri) e ragazzi pronti a cogliere una seconda chance. Per il nuovo staff si profila un lavoro certosino, perché i dvd e i dati scritti non bastano, c’è bisogno di visionare, studiare e conoscere ogni singolo calciatore, individuare coloro che collimano con le nuove idee tattiche di casa a Castelvolturno e valutare il loro rendimento in questi mesi lontani dalla maglia azzurra.

Probabilmente l’unico sicuro di una chance è Federico Fernandez, nazionale argentino, classe ’89, e pronto a tornare a Napoli dopo i sei mesi nel Getafe. Il difensore ha tutte le caratteristiche fisiche e tecniche che Benitez ama in un centrale da impiegare nel suo collaudato 4-2-3-1. Di scena nella Liga proprio in un assetto difensivo a 4, si è subito fatto notare per prestazioni solide e attente. Tutt’altro giocatore rispetto a quello visto in maglia azzurra, nell’impacciata difesa a 3 e in grado solamente di iscrivere nel  curriculum una estemporanea doppietta contro il Bayern Monaco, nella sconfitta di Champions per 3 a 2. Federico è pronto per giocarsi le sue carte, forte di sei mesi da protagonista, proprio come lui voleva, visto il poco spazio a Napoli. Ritorna ricco di 14 partite su 16 giocate da titolare, con le ciliegine sulla torta di un gol e due premi come man of the match. Insomma, niente male per un nazionale scartato frettolosamente dalla vecchia gestione tecnica.

Altro elemento da valutare sarà sicuramente Edu Vargas, grande acquisto da 14,8 milioni di dollari e arrivato in pompa magna a Napoli come secondo calciatore sudamericano del 2011. Il cileno doveva essere il crack della squadra, colui in grado di far dimenticare Lavezzi, ma come tutti sanno ha avuto vita difficile a Napoli. Spezzoni di partita, poca fiducia in lui e forse un ambientamento mai avvenuto del tutto. Il ragazzo ex Universidad de Chile stanco delle tante panchine è approdato a gennaio al Gremio. Buone le sue prestazioni, assist e gol (5 tra campionato, coppe e nazionale in 15 partite) e per ben 4 volte proclamato uomo del match. Sprazzi di quel talento che aveva convinto lo scouting azzurro ad acquistarlo e voglia di riscatto nelle sue giocate. Purtroppo però Edu anche in Brasile si è reso protagonista in negativo, fallendo un’occasione clamorosa in Libertadores che ha di fatto estromesso la sua squadra dalla Coppa. Ma Benitez è uomo saggio, e non si lascia influenzare da un mancato gol.  E’ in prestito fino a dicembre, ma con l’accordo che senza Coppe può tornare anche prima, subito, già quest’estate: una possibilità per il cileno di mettersi in mostra ed essere valutato dal nuovo staff, magari nel 4-2-3-1 potrebbe finalmente trovare spazio per esprimersi al meglio.

Infine c’è l’oggetto misterioso Ignacio Fideleff, acquistato per sopperire all’infortunio di Britos, e mai in grado di impressionare. Dopo un prestito poco fortunato al Parma, dove ha giocato un solo match, si è deciso di comune accordo di mandarlo al Maccabi Tel Aviv, sperando in un maggiore impiego. Solamente sei le presenze per l’argentino che appare sempre più lontano da Napoli e sempre più difficile da vendere.

Ma i prestiti azzurri non sono solo all’estero. Anche in Italia giocatori come Cigarini, Gargano, Dossena, Santana, Vitale e Uvini rientreranno. I due centrocampisti sono quasi certi del riscatto. Il bergamasco è diventato fulcro del gioco di Colantuono e Marino ha già dichiarato che l’Atalanta è pronto a riscattarlo, quindi a meno di un’improbabile veto da parte del mister, Cigarini è destinato a lasciare definitivamente Napoli. Gargano è ormai a tutti gli effetti un ex. Moratti ha già un riscatto quasi obbligato e non ci sono dubbi che l’uruguagio tornerà a trotterellare nel centrocampo di Mazzarri in versione neroazzurra, in cerca di un riscatto dopo un anno in sordina, trascinato dalla mediocrità generale che ha avvolto l’Inter. C’è rammarico invece per il regista ex under 21, soprattutto per quanto fatto a Bergamo. Tanta sostanza ma soprattutto qualità da leader. Ma il centrocampo azzurro fin dal primo giorno di Mazzarri ha sempre osteggiato la tecnica nella mediana ed è stato inevitabile per il calciatore volare verso altri lidi in grado di valorizzare le sue indiscutibili capacità.

I due esterni e il centrale brasiliano invece, torneranno a Castelvolturno. Mario Alberto Santana è stato il migliore dei 3 nell’ultima stagione, valorizzato dal lavoro di Ventura, amante del gioco sugli esterni, l’ex Fiorentina e Palermo è stato impiegato nella posizione che più preferisce e ha garantito ai granata un buon bottino di assist e gol (29 presenze e 4 reti),  concedendo a sprazzi giocate e concretezza che a Napoli, forse snaturato da un improbabile ruolo da centrale di centrocampo, non aveva mai mostrato. Difficile la conferma con Benitez, ma quasi certa la possibilità di venderlo al migliore offerente.

Sfortunato invece Bruno Uvini, giovane promessa del calcio brasiliano. Anche in prestito a Siena non è riuscito a debuttare nella massima serie. Dirigenza e allenatori ne hanno tessuto le lodi fin dal primo giorno ma il giovane, ritrovatosi in una squadra alla ricerca disperata della salvezza, è stato ritenuto troppo inesperto per cimentarsi in un’avventura del genere. Si profila un altro prestito per lui, ma questa volta si spera in una società che possa valorizzarlo come meriterebbe.

Altro discorso infine per Andrea Dossena, unico della rosa azzurra insieme a Pandev, ad aver già lavorato con Rafa Benitez. L’esterno sinistro prestato all’amico Zamparini ha ripetuto le “gesta” di Napoli. Prime partite sfavillanti e poi un declino inesorabile, sempre meno minutaggio fino all’inevitabile panchina. Alla fine è riuscito a mettere insieme 10 presente ma la sensazione è di un giocatore non in grado più di cimentarsi a certi livelli, e nonostante il gradimento del tecnico in un recente passato, è quasi certa una sua cessione. Del resto gli anni passano e le idee cambiano.

Splendida, per concludere, la stagione di Luigi Vitale, vero protagonista con la maglia della Ternana. Il laterale mancino di Castellammare è diventato partita dopo partita un leader della squadra e un vero trascinatore dei rossoverdi con 10 gol in 39 presenze, esaltato dal 3-5-2 di Mimmo Toscano. Una consacrazione. Ora c’è il nodo da sciogliere, tutto nelle mani di Rafa Benitez. Vitale continuerà ad essere pedina fondamentale a Terni o riuscirà finalmente ad approdare in pianta stabile nella squadra del cuore? La società umbra lo richiede a gran voce, pronta a trasformare il prestito in acquisto, ma il Napoli vuole rifletterci, un eventuale ritorno alla casa madre chiuderebbe il cerchio ma la concorrenza è tanta.

Non c’è dubbio però che la speranza di De Laurentiis è di veder finalmente valorizzati quegli investimenti importanti fatti di recente, in primis Fernandez e Vargas, e probabilmente la scelta di affidarsi al tecnico spagnolo è stata fatta anche pensando a ciò. Non ci resta che attendere…

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