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Vecino420

Se è vero che per il campionato ci sarà da attendere tutta l’estate, addolcita dalla vetrina della Confederations Cup, non si può dire lo stesso del mercato, già attivissimo sia sul fronte allenatori che, soprattutto, su quello giocatori.

Nella Fiorentina di Montella, capace d’interpretare il calcio più bello d’Italia, insieme a quello della Juventus, non può non spiccare l’incredibile annata di David Pizarro, tirato fuori dalla naftalina dal duo Pradè e Macia e rimesso a nuovo dalla cura Montella, che si è rivelato essere uno degli ultimi grandi “registi bassi” che il nostro campionato è capace di annoverare.

IL FUTURO DEL PEK Il futuro viola di Pizarro si è fatto meno certo il giorno dopo la mancata qualificazione alla Champions League della squadra toscana, parole sibilline sono state pronunciate dal neo agente del giocatore: Santisteban ha infatti denunciato la volontà del suo assistito di cambiare aria. Le motivazioni, che galleggiano tra la mancata partecipazione alla massima competizione europea e la possibilità di poter stringere, forse, l’ultimo importante contratto della sua carriera (Pizarro a 34 anni ha ancora 1-2 anni a buon livello), verranno spiegate dallo stesso giocatore una volta di ritorno dal soggiorno con la propria nazionale.

Andrea Della Valle farà di tutto per convincere il regista di Valparaiso a rimanere almeno un altro anno, ma nel caso in cui il piano non andasse in porto in casa Fiorentina si pensa già a come intervenire. Sostituire Pizarro con un giocatore simile oppure sopperire alla sua mancanza variando il 4-3-3 nel più europeo 4-2-3-1, declinazione comunque del sopracitato.

REGISTI A PREZZI ESOSI Trovare sul mercato un interprete del livello del cileno, ad un buon costo e in linea con le direttive finanziare dei Della Valle, non è impresa facile, basti pensare a Verratti e di come il PSG l’anno scorso abbia sborsato più di 10 mln per un ragazzo venuto dalla Serie B, oppure a come Lodi, che per tipo di caratteristiche ricorda il Pek, sia seguito da mezza serie A e abbia un valore in crescita sebbene i 29 anni d’età. A quel punto la viola sarebbe costretta a convogliare gran parte dei fondi della campagna acquisti per riempire il vuoto lasciato a metà campo dal regista, magari impedendo a Pradè di poter formulare offerte importanti per assicurarsi il famoso centravanti che Montella chiede da tempo.

SOLUZIONE CASALINGA Un’altra soluzione sarebbe quella di cambiare modulo, passando cioè al 4-2-3-1 con Valero/Aquilani a rivestire la figura di regista basso, accompagnato da un uomo più fisico, capace di unire quantità a qualità, in tal caso Pradè potrebbe virare su qualche nome estero a buon prezzo (Mulumbu e Iturra su tutti), consapevole che già da gennaio la Fiorentina ha messo sotto contratto Matias Vecino, uruguagio classe 1991, 1,89 per 81 kg, centrocampista massiccio dotato di gran corsa e visione di gioco. Considerato in patria uno dei giovani di maggior talento, l’uruguayano nasce come trequartista “atipico”, dicitura dovuta al suo fisico, e non sarebbe da escludere il suo arretramento da parte di Montella sulla linea dei centrocampisti, come già visto quest’anno per Matias Fernandez, soprattutto per la sua capacità di “dare del tu” al pallone e di saper dialogare con i compagni.

Non c’è voluto molto perchè Macia si convincesse del suo valore, tanto da farlo approdare a Firenze con 6 mesi d’anticipo per farlo ambientare in Italia con la mentalità propositiva della Viola, prendendo “lezioni di calcio” da giocatori dell’esperienza di Borja Valero o proprio di Pizarro. Magari il sostituto del cileno, o meglio, l’uomo che riesca a non farlo rimpiangere, la viola potrebbe già averlo in casa.

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