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E’ un Coffee Break amaro quello di oggi. Nelle ultime ore sono arrivate delle dichiarazioni alquanto controverse da alcuni dei principali interpreti dirigenziali del campionato italiano. Una Serie A condita come sempre dalle polemiche, insomma. Cominciamo con il presidente della Roma, James Pallotta, che ha risposto piccato al suo omologo della Lazio, Claudio Lotito, che a sua volta aveva risposto stizzito al giornalista/romanista Giancarlo Dotto. Il buon Dotto aveva aperto la spirale del disprezzo scrivendo nell’edizione di qualche giorno fa de Il Corriere dello Sport che “la Lazio è una squadra inconsistente, una squadra che non esiste. Per meglio dire, non ce la fa ad esistere” e che le vittorie della biancocelesti evaporano con disarmante velocità. A parte che dalla foto non si direbbe, il buon Dotto ha poi spiegato:

“Quello che sostenevo nell’articolo riguardava l’ incapacità dei laziali di non celebrare le vittorie fino in fondo, come se mancasse sempre qualcosa. Se avesse vinto la Roma avremmo avuto una città piena di bandiere e in preda ad eccessi di ogni tipo, anche volgari magari. E’ una questione di stile, sobrietà e di un modo aristocratico di essere tifosi. Tra le altre cose nell’ articolo elogio il lavoro svolto da Lotito Tare e in nessun modo le imprese della Lazio vengono disconosciute, anzi. Il mio articolo non voleva offendere i tifosi della Lazio“.

Ne è nata una diatriba a distanza con il combattivo Lotito pronto a scendere in campo per difendere la lazialità, con una lettera sempre pubblicata dal CorSport. Lettera che è servita soltanto a surriscaldare ancor di più gli animi, con il presidente della Roma, James Pallotta, prontissimo a replicare: ”

“A quanto pare Lotito sente il bisogno di parlare costantemente dell’AS Roma a sproposito e con evidenti inesattezze. Forse è vero quello che si dice, che è un tifoso della Roma. In ogni caso, voglio rassicurare lui e chiunque altro che l’AS Roma è viva e solida. E che importanti risultati sul campo arriveranno presto. Per quanto riguarda la governance del calcio, abbiamo idee e piani migliori per il futuro. La nostra priorità adesso è soltanto la prossima stagione di Serie A, non gli sterili e inutili dibattiti sulla stampa”. La nostra domanda però è: “cui prodest? A chi giova?

Da Roma a Milano, con l’intreccio Napoli. L’ad del Milan, Adriano Galliani, consiglia i cugini interisti: “Tenetevi stretto Moratti, altro che Thohir. L’attuale presidente ha portato numerosi trofei in bacheca, i tifosi dovrebbero essere più generosi con lui. Gli investitori stranieri in Italia non arrivano, e Moratti ha messo molte risorse personali per arrivare a tante vittorie”. I dubbi, velati di sarcasmo, del plenipotenziario del Milan sono caduti nel vuoto per fortuna, anche grazie alla presentazione di Walter Mazzarri come nuovo allenatore dell’Inter. E a proposito di ciò, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ci è andato giù pesante su Marco Branca, direttore dell’area tecnica nerazzurra: “L’amicizia con l’Inter non passa per persone come Branca e compagnia bella, con i quali non parlo più. C’è amicizia con Moratti che è un signore: sta nel mondo del calcio da più tempo di me e sa come comportarsi. Su Mazzarri invece: “È un toscano e mal digeriva la napoletanità: ho capito subito che non si sarebbe inserito. Ho pensato di tenermelo stretto per quanto ho potuto poi ho continuato la finzione per non perdere il secondo posto. Ad ogni modo lo ringrazio per quanto fatto in questi anni augurandogli buona fortuna”. Il caffè? A loro piace amaro. Certo però che quando non tengono banco le polemiche arbitrali ci sono altri mille e più modi per fare rumore inutilmente.

 

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