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Papiss Demba Cissè è stato uno dei pochi a salvarsi nella deludente stagione del Newcastle.

Unico finalizzatore della squadra, ha messo a segno dei gol fondamentali per evitare ai “Magpies” una deriva ben più pericolosa, anche se totalmente immeritata per l’organico di cui la squadra dispone.

Neanche il nuovo anno pare essere iniziato per il verso giusto: il bomber senegalese, infatti, sembra aver iniziato una feroce contestazione contro la società a causa del nuovo sponsor del club. “Wonga“, sponsor che verrà pubblicizzato sulla nuova maglia dei bianconeri, è una società di prestiti che già aveva avuto dei problemi con i tifosi del St. James Park, contrari alla possibile modifica del nome dello stadio per esigenze di marketing. Stavolta la questione gira proprio intorno a Papiss: la religione islamica proibisce categoricamente di trarre beneficio dal prestito di denaro, vietando in poche parole l’interesse. Il calciatore, musulmano praticante, si sarebbe quindi rifiutato di indossare una maglia che pubblicizzi una violazione così palese dei dettami del suo credo.

Un problema simile aveva già coinvolto qualche anno fa il Siviglia, con la contestazione di Kanoutè contro lo sponsor “888.it“. All’epoca si decise per una sorta di “toppa” che oscurava la pubblicità sulla maglia del calciatore, ma adesso c’è da valutare se il rimedio sia accettabile per Cissè e se la società inglese sia disposta a giungere a tale accordo.

Il pericolo è, come sempre, quello dell’effetto domino: Tiotè e Ben Arfa, anch’essi musulmani del Newcastle, sono pronti a protestare nello stesso modo, così come giocatori islamici di questo e di altri campionati. Le squadre moderne fanno molte delle proprie fortune grazie alla multietnicità delle proprie rose, ma ciò obbliga una maggiore  tutela delle diverse culture ed un rispetto più ampio per le esigenze delle minoranze. Che sia la volta buona per far prevalere la tolleranza piuttosto che il mero interesse economico?

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