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Il secondo episodio della serie tra Heat e Spurs va in scena nuovamente all’American Airlines Arena, dove qualche giorno fa, Popovich e Spoelstra se le sono date di santa ragione. In quel caso la partita la vinsero gli speroni, con un Parker spettacolare e un Duncan a dir poco epico, ma questa volta a spuntarla sono stati gli Heat di James. Perchè ormai sono suoi e solo suoi.

Il ritmo della partita è subito incalzante e il risultato equilibrato per quasi tutta la gara, questa volta però, i big three di San Antonio sembrano sedati e non riescono a dare il solito determinante apporto alla squadra. Faticano in particolar modo Ginobili e Duncan, che hanno percentuali di tiro basse (nel caso di Duncan) e perdono troppe palle in attacco, determinando i tanti contropiedi degli Heat (nel caso di Ginobili). La squadra in nero, però, riesce a tenersi a contatto con Danny Green, impeccabile dall’arco dei tre punti. Come da titolo, Lebron non riesce ad ingranare la marcia giusta grazie ad una difesa asfissiante di Leonard (giocatore che migliora ogni giorno di più) ma, per fortuna sua e di Miami, per i primi periodi di gioco Wade si fa sentire e mette a segno punti importanti in momenti topici. Il terzo quarto è assoluta proprietà di Mario Chalmers che si prende il carico dell’attacco sulle spalle e dirige i suoi compagni come avrebbe dovuto fare ‘The King’.

Il quarto periodo si apre ancora in equilibrio, ma James ha piani diversi e, tornando dominante come siamo abituati a vedere, trascina i suoi fino al vantaggio in doppia cifra, con giocate atletiche pazzesche (vedi stoppata su Splitter) e passaggi illuminanti per i tiratori sull’arco. Wade e Bosh in questo ultimo periodo rimangono in panchina ad osservare il vero padrone della squadra, che sembra vedere tutto con un secondo di anticipo sugli altri, non lasciando spazio al gioco che gli Spurs hanno espresso con grande continuità per tutta la stagione (e perfino in gara uno).
Come già detto, la differenza l’hanno fatta le palle perse, ben 17 degli Spurs contro le sole 6 dei Miami Heat. Se si concedono spazi alla squadra di South Beach e la partita diventa una questione atletica, allora non ce n’è per nessuno e la competizione diventa difficile anche per una squadra con tanta esperienza come quella di Popovich. Il coach dei texani dovrà ricomporre i meccanismi giusti per far soffrire gli Heat e portare a casa le vittorie una volta tornati a San Antonio.

La prossima gara si terrà questa notte (ore 3 italiane) proprio all’AT&T Center di San Antonio.

Giocatori chiave

Lebron James: 17 pti, 7 assist, 8 rimbalzi
Mario Chalmers: 19 pti
Mike Miller + Ray Allen: 6-8 3PTI

 

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