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F_Cristante

Con il trionfo della Lazio, guidata con sapienza tattica da Bollini e trascinata dal talento di piccoli fenomeni come Keita, Cataldi e Tounkara, cala il sipario sul campionato Primavera. E’ dunque tempo di bilanci: abbiamo selezionato i 10 miglior giocatori di questa stagione nella più importante categoria giovanile del calcio italiano, quella che funge da serbatoio per la Serie A che verrà…

1. Bryan Cristante (Milan)

L’etichetta del predestinato lo ha sempre accompagnato fin dai suoi primi passi in rossonero, tanto da diventare il più giovane esordiente milanista in Champions League a 16 anni e 278 giorni. Premiato al Viareggio come miglior giocatore del torneo, è già sicuro della promozione in pianta stabile in prima squadra, nella cui orbita gravita da una stagione e mezza. Fisico da corazziere, ma piedi e cervello fino, è bravissimo in interdizione ed eccellente in fase di impostazione dove si distingue per precisione e pulizia, anche quando ricorre a lunghe gittate. Ha un solo difetto: non è velocissimo nei primi passi. Neo che compensa con un ottimo senso della posizione. In mediana e in assoluto è quanto di meglio il campionato Primavera abbia mostrato.

2. Marco Benassi (Inter)

Sei partite giocate in Serie A, quattro in Europa League (con un gol all’attivo): è il borsino straordinario di questo mediano completo, duttile e promettente, dotato di tecnica, corsa e visione di gioco. Catapultato in prima squadra d’improvviso e gettato – causa infortuni a raffica – in acqua alta, ha saputo dimostrare una notevole capacità di galleggiamento, fronteggiando bene avversari e pressione. Il campionato Primavera è stato per lui quasi un contorno superfluo, ma ben venga.

3. Balde Diao Keita (Lazio)

Per averlo la società biancoceleste ha bruciato la concorrenza di Real Madrid e Juventus, mentre il Barcellona – suo club di provenienza – già si sta pentendo di averlo lasciato andare per punizione dopo uno scherzo a un compagno di squadra. Appena sbarcato in Italia, ha subito mostrato di che pasta è fatto: scatti brucianti, fisico granitico e mira infallibile. Con lui la Lazio ha cambiato marcia. Lotito aveva ragione, poteva tranquillamente ritagliarsi subito un ruolo in prima squadra.

4. Federico Bernardeschi (Fiorentina) 

Numero 10 moderno, è il giocatore più tecnico di una rosa, quella viola, dalla qualità già molto elevata. Nato come trequartista puro, è stato spostato da Semplici sull’esterno di destra, in modo da rientrare e concludere: missione riuscita. Con 17 gol in 22 gare è risultato il capocannoniere del Girone A, mettendo in mostra numeri da fuoriclasse e giocate meravigliose. Veloce, raffinato e anche molto concreto: a Montella piace molto e – complice il prossimo impegno europeo – potrebbe anche non farlo passare da un prestito. Peccato per la gara (steccata) con l’Atalanta nelle Final 8, l’unico neo di una stagione sopra le righe

5. Andrea Conti (Atalanta)

Senza dubbio il miglior terzino destro del campionato, in grado di dare equilibrio, copertura e spinta al 352 di Walter Bonacina. Col terzino sinistro Luca Barlocco, è uno dei segreti dell’Atalanta. In un momento storico dove è raro trovare giocatori di fascia in grado di alternare le due fasi, si propone come uno dei migliori prospetti del panorama italiano. Notevole il suo rendimento nella fase finale di campionato: gol, assist, qualità e quantità. Non che fosse andato male nella regular season: 6 gol per un difensore non sono affatto pochi.

6. Danilo Cataldi (Lazio)

Dopo un campionato eccellente (con 7 gol all’attivo), mette il turbo nella fase più delicata e calda del torneo, scalando qualche altra posizione nella nostra classifica. Sul tricolore della Lazio c’è soprattutto la sua firma: un gol con il Chievo in semifinale, due contro l’Atalanta nell’epilogo conclusivo. Il match winner, nonché cannoniere, delle Final Eight, è un concentrato di corsa e qualità, un centrocampista duttile, in grado di giocare da mezzala sinistra e da play centrale o addirittura da trequartista. Rapidità di gambe, gioco e pensiero non gli mancano. Fa frullare bene il pallone, lo perde raramente e, ciliegina, calcia divinamente le punizioni.

7. Roberto Insigne (Napoli)

E’ l’Insigne meno noto, ancora per poco. Un diamante grezzo da coltivare e gestire con cura, come già successo col fratello Lorenzo. Chi sa che con un punto di riferimento così importante davanti, il suo periodo di adattamento ai grandi palcoscenici non sia ancora più veloce. Come caratteristiche, i due si assomigliano molto: Roberto è un mancino fantasioso ed eclettico, ma anche molto concreto, come testimonia il suo score di 17 gol in 25 gare. Tra Serie A ed Europa League quest’anno con Mazzarri ha giocato 30 minuti; a Benitez il compito di farlo crescere ulteriormente

8. Stefano Beltrame (Juventus)

Meno letale del compagno di reparto Stefano Padovan (16 gol in altrettante gare), ma sicuramente più mobile, duttile e tecnico. Antonio Conte stravede per lui, tant’è che gli ha già fatto assaggiare la Serie A per 9 minuti. E’ la sintesi dell’attaccante moderno, capace di svariare sul campo e ricoprire più ruoli. Seconda punta, esterno o trequartista nel 4231, il suo gioco è sempre lo stesso: rientra, dà una mano ai compagni e riparte, infilandosi negli spazi. Per sfondare tra i Pro gli servirà solo alzare l’asticella della cattiveria e l’agonismo

9. Luca Lezzerini (Fiorentina)

C’è spazio anche per i portieri nella Top 10 dei migliori talenti del campionato Primavera. Bravo nelle uscite alte e con i piedi, reattivo tra i pali, rispetto all’anno scorso ha anche notevolmente migliorato il senso della posizione, che ogni tanto perdeva in passato. E’ nel giro della prima squadra dall’anno scorso e anche quest’anno ha ricoperto il ruolo di terzo portiere, allenandosi spesso alle dipendenze di Montella senza però mai esordire. Per raggiungere il suo idolo Buffon dovrà fare ancora molta strada, ma intanto è stato premiato dall’APPORT, l’associazione italiana che riunisce i preparatori dei portieri, come miglior numero uno del campionato.

10. Davide Monteleone (Palermo)

La presenza in Sicilia di osservatori inglesi è stata una costante quest’anno. Manchester City, United e Chelsea stanno monitorando da tempo questo ragazzo classe 1995, un centrale difensivo dalla struttura fisica imponente ma dai piedi educati. Bravo di testa, con un buon tempismo nell’anticipo, si è sempre preso l’incombenza di far ripartire l’azione, impostando da dietro, segno di grande qualità e carisma. Chi sa che la retrocessione dei rosanero non diventi un ottimo trampolino di lancio e che non possa ritagliarsi già dall’anno prossimo un piccolo spazio in prima squadra.

fonte: goal.com

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