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Situazione di calma apparente in casa rossonera. Galliani, sornione, ammicca, allude, dice e non dice come suo solito, lasciando trapelare la netta sensazione che il mercato del Milan sia vicino ad una svolta. Ultimati gli incontri con i calciatori in scadenza (manca solo quello con Flamini, con il francese che pare allontanarsi sempre più da Milano) è il momento d’agire. Vediamo come.

ELSHA VIA? Inutile girarci intorno, il mercato del diavolo ruota attorno ad El Shaarawy. La sensazione è che di fronte ad un’offerta irrinunciabile il Milan penserà seriamente alla cessione del Faraone, soprattutto se, oltre ad un cospicuo gruzzoletto di circa 20 milioni, verrà messo sul piatto della bilancia un vecchio amore dell’amministratore delegato rossonero (l’io) sempre ad un passo dal concretizzarsi ma mai sbocciato definitivamente: Carlitos Tevez (il lui). Il Milan vuole l’Apache, Galliani ci è ricascato e non lo nega. Come ogni innamorato, ha in testa solo la sua fiamma: impegnato nella terza edizione della Crociera rossonera, il dirigente rossonero non perde occasione per elogiare l’argentino: spiega cosa lo ha fatto invaghire (“Mi piace perché è cattivo”) e ne esalta la fedeltà (“Non mi tradirà”). Da buon innamorato poi, è anche geloso (“Non mi risulta che telefonare ad un calciatore sia reato”, risponde piccato ai cronisti che gli chiedono lumi sul nuovo flirt) e si dice anche rattristato dall’eventualità che il suo “amato” finisca fra le grinfie di un altro (un altro magari italiano, di Torino..). L’asso dei citizens non è insensibile a questo corteggiamento e pare addirittura già aver accettato di ridursi l’ingaggio da 8 a 5 milioni pur di venire incontro al suo spasimante. In mezzo a questo quadretto romantico c’è però l’altro, Stephan. Il 20enne è nel momento più delicato della sua breve carriera, nella seconda parte del campionato non ha praticamente più segnato e sembra che il nuovo modulo che la squadra adotterà dalla prossima stagione (4-3-1-2) non si sposi a meraviglia con le sue caratteristiche. E poi l’offerta del City, con o senza Tevez, è davvero troppo cospicua (40 milioni in totale) per ipotizzare un rifiuto. Certo, le qualità di ElSha non si discutono e la cessione dell’italo-egiziano non sarebbe in linea con l’attuale politica di ringiovanimento della rosa. Però c’è un però. Galliani, senza dare nell’occhio, già gongola all’idea di piazzare un trequartista di spicco dietro la coppia Tevez-Balo. Il factotum rossonero, a ben guardare, ha già fornito uno, anzi due indizi. Il primo l’ha addirittura trascritto: la postilla al termine dei punti delle condizioni d’abbonamento in cui si legge che “la rosa della squadra potrà subire variazioni anche significative” e che “l’impiego dell’immagine di taluni calciatori della rosa con finalità promozionali non costituisce garanzia della permanenza di quei calciatori nella squadra”. Uno dei tre giocatori che capeggia sul banner che invita i tifosi milanisti ad abbonarsi è proprio il Faraone. Il secondo, invece, è “solo” verbale. Quel “Nessuno è incedibile” in risposta ad una domanda relativa ad El Shaarawy in persona però, è anche più eloquente della puntualizzazione in merito agli abbonamenti. Un terzo indizio, probabile conoscendo il modus operandi di Galliani, fugherebbe tutti i dubbi.

TREQUARTISTA La cessione del Faraone, oltre a quelle annunciate di Robinho e Boateng, consentirebbe  a Galliani di avere un budget a disposizione tale da permettergli di sferrare l’assalto ad un trequartista di qualità: il primo nome è quello di un altro argentino, Javier Pastore. È vero, il Psg non ha certo bisogno di vendere, però riecheggiano nella mente le dichiarazioni d’amore del Flaco di pochi mesi fa (“Un giorno giocherò nel Milan”)..che Galliani non ci caschi ancora e si “innamori” di un altro argentino?

Nel caso questa si rivelasse solo una pazza fantasia pre-estiva, comunque, Galliani ha pronte le alternative. Keisuke Honda è la prima. Perfetto per età (il ragazzo è del 1986) e qualità tecniche, il nipponico stuzzica i dirigenti rossoneri per ulteriori 2 motivi: potrebbe essere strappato al Cska Mosca con uno sforzo economico non troppo ingente poiché ha il contratto in scadenza fra 6 mesi e, inoltre, porterebbe un notevole ritorno economico a livello d’immagine. In calo invece le quotazioni di Diamanti che, pur piacendo molto a Galliani ed Allegri, sembra scivolato al terzo posto nella lista di gradimento del duo.

E IL RESTO?  È chiaro dunque che la cessione o meno di ElSha sta catalizzando l’attenzione di Galliani e compagnia. Difesa e centrocampo però meriterebbero un attenzione forse maggiore rispetto al reparto offensivo che, fra l’altro, potrebbe essere rinforzato anche dall’arrivo di Alessandro Matri. Lo juventino costa almeno 12 milioni, se ne riparlerà. Per quanto riguarda il reparto arretrato urge l’acquisto di un centrale di livello che possa rappresentare un’alternativa a Zapata. Dopo Ogbonna, pare che il Milan si sia fatto soffiare dalla Juventus anche un altro obiettivo: il giovane Vasco Regini dell’Empoli è a un passo dal vestire bianconero. Pochi i nomi che circolano e non di livello particolarmente elevato, è chiaro però che il Milan debba intervenire con decisione su questo reparto, onde evitare altre delusioni. A centrocampo la situazione è ancora più ingarbugliata. Flamini, ultimo dei giocatori in scadenza, non trova ancora l’accordo e si allontana dal Milan ogni giorno di più. Nocerino pare destinato alla cessione visto il suo desiderio di giocare di più in vista del mondiale, cosa che il Milan non può garantirgli, mentre ad Ambrosini, dopo 18 anni, non è stato rinnovato il contratto, non senza una coda polemica. Se l’ex capitano verrà sostituito da Poli, la sola promozione in prima squadra del giovane talento Cristante non è sufficiente per rimpiazzare a dovere gli altri due calciatori in partenza. Arriverà, pertanto, almeno un altro tassello a puntellare il centrocampo ma è probabile che quest’operazione sarà il solito coupe de theatre con il quale Galliani chiuderà il mercato a pochi giorni dal gong.

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