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L’uomo più chiacchierato negli ultimi giorni in casa Inter è sicuramente Marco Branca. Il direttore dell’area tecnica nerazzurra viene infatti continuamente messo sulla graticola da tifosi e addetti ai lavori, ma sembra godere ancora della stima del presidente Moratti, il quale, dopo l’addio a Oriali, gli ha lasciato una quasi totale carta bianca per quanto riguarda le trattative di mercato. Eppure le critiche al suo operato da parte dei tifosi non si arrestano, e Branca viene indicato dalla maggior parte degli interisti come il principale artefice delle ultime due tormentatissime stagioni nerazzurre, oltre che a causa della sua gestione del mercato, anche per la sua eccessiva influenza all’interno dello spogliatoio, che in molti casi ha creato forti malumori all’interno della squadra.

COLPI (?) – Negli ultimi anni numerosi sono stati gli acquisti sbagliati da parte del dt meneghino, molti dei quali abbastanza costosi: da Alvaro Pereira (pagato 12 milioni di euro) a Jonathan (5), passando per Forlan (5), Schelotto (5,3), Mudingayi, Zarate, Palombo e Gargano (prestiti). Senza dimenticare Ricky Alvarez, grande talento, ma probabilmente inadatto al calcio italiano (11 milioni) e il capitolo cessioni, anch’esso sottoposto a durissima critica dai sostenitori nerazzurri. La svalutazione di Sneijder (venduto al Galatasaray a solo a 7 milioni e mezzo) e la prematura cessione del giovane e promettente Philippe Coutinho (pagato solo 10 dal Liverpool), arrivate entrambe a gennaio, sono solo le ultime di una ben più lunga lista, della quale fa parte (oltre a vendite sofferte ma fruttuose come quelle di Eto’o, Thiago Motta e Pandev), anche la cessione gratis, avvenuta dopo l’esclusione dalla rosa, del portiere titolare della Selecao brasiliana Julio Cesar al QPR.

GIOVENTU’? – Come si è potuto notare dalla lunga lista di acquisti “sbagliati”, Branca non ha tenuto molto conto dell’età media della rosa, acquistando giocatori quasi sempre ultra-trentenni, lasciando poche speranze ai tifosi desiderosi di vedere un’Inter giovane. In molti casi, però, ragazzi dal grande talento sono stati acquistati, salvo poi non avere spazio ed essere prematuramente scaricati: è questo il caso di Andrea Poli, preso in prestito nel 2011 dalla Sampdoria, ma, nonostante un’ottima seconda parte di stagione, non riscattato a fine stagione, sebbene sarebbe bastata la non esagerata cifra di 6 milioni di euro. Risultato? Ora Poli è uno dei migliori centrocampisti della Serie A, nel giro della nazionale e seguito attentamente dal Milan. Ma non va nemmeno dimenticato il caso di Luc Castaignos, preso appena diciottenne dal Feyenoord per poi essere ceduto l’estate successiva al Twente: ora l’olandese è uno dei migliori attaccanti dell’Eredivisie. La musica non sembra però essere cambiata neanche nella stagione appena passata, quando, in difficoltà nel trovare un vice-Milito, è stato lasciato partire il giovane e bravo Livaja nell’ambito dell’affare Schelotto per arrivare successivamente all’acquisto di un altro giovanotto, il 35enne Tommaso Rocchi.

E ORA? – Ma le prospettive non sembrano essere molto rosee, dato che l’attuale direttore tecnico interista ha deciso di procedere sia al riscatto di Mudingayi, oramai 32enne e comunque quasi sempre indisponibile nell’ultima stagione, che a quello di Silvestre, disastroso nelle poche apparizioni stagionali, che dovrebbe costare circa 6 milioni di euro. E se la cessione del giovane terzino titolare degli azzurrini vice-campioni d’Europa Giulio Donati al Bayer Leverkusen (di cui abbiamo parlato) per soli 3 milioni è passata quasi inosservata, il possibile acquisto di Belfodil sta lasciando senza parole moltissimi tifosi. L’attaccante franco-algerino, autore di 8 gol nello scorso campionato, verrebbe infatti complessivamente ipervalutato, per un costo totale del cartellino di oltre 20 milioni (comprendendo le cessioni di Cassano e Silvestre). Un po’ troppi per un giocatore che, dopo una sola stagione in Serie A, con solo 11 presenze da titolare, non si è per niente dimostrato pronto all’approdo in una grande squadra.

PROGETTO? – La sensazione è che all’Inter, nonostante qualche buon colpo messo a segno (Kovacic, Palacio e Handanovic), da quando non c’è più Oriali, sul mercato regni il caos. Non un progetto, dunque, ma acquisti improvvisati e senza particolare intesa con l’allenatore di turno, col risultato di creare spesso incompatibilità tecniche e tattiche. Dopo due fallimentari stagioni come quelle passate e dopo aver girato 5 allenatori (6 con Mazzarri) nei tre anni post-Mourinho, non è forse il caso di cambiare il responsabile delle ultime disastrose campagne acquisti? O Moratti deve continuare ad avere fiducia in Marco Branca?

Alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, gli interisti, però, sembrano non avere più dubbi…

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