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Pacato, composto, consapevole dei propri mezzi, giudizioso e pronto al confronto.

E’ un Rafael Benitez che ha conquistato tutti quello visto in scena a Castelvolturno alla sua prima conferenza stampa da tecnico del Napoli. Osservatore, scrutatore impeccabile, scrupoloso, risponde a tutti con un sorriso e poi sfoggia qualche battuta per rompere il ghiaccio. Entra così in sintonia con il popolo napoletano. Quel “Rafè” utilizzato dopo pochi minuti è stata la mossa decisiva, lo scacco matto, il match point messo a segno per abbandonare definitivamente il passato e proiettarsi verso il futuro con fiducia. Una mossa tattica che tanto ricorda un collega illustre, quel Mourinho che durante i 6 mesi al Chelsea si è posto come ombra sul suo ottimo operato, e che il primo giorno a Milano con un intercalare tipico milanese entrò nei cuori nerazzurri. Spesso le relazioni si accendono con semplicità, una battuta, un sorriso, uno sguardo, in questo caso una parola in dialetto, breve e di impatto che conquista i colleghi giornalisti e i tifosi davanti alla tv. Il calcio è anche questo, soprattutto nell’epoca moderna, saper giostrare i mezzi di comunicazione, trasmettere buone sensazioni, impattare al meglio con il nuovo ambiente. Benitez attendeva questa occasione, ha capito l’atmosfera, ne aveva bisogno e aveva la necessità di integrarsi con quella napoletanità tanto invocata dal presidente De Laurentiis. In primis per aprire un nuovo ciclo, in secundis per fugare ogni dubbio, per allontanare l’esperienza negativa all’Inter (guarda caso ancora la squadra di Moratti) e dare peso alla sua parola. Ce l’ha fatta per ora, senza se e senza ma.

Ma oltre la battuta c’è di più. I contenuti di una conferenza internazionale, la tranquillità nel pesare bene ogni parola e la volontà di vincere, di affrontare ogni match puntando ai 3 punti e soprattutto gestire al meglio le tre competizioni. In molti lo hanno notato. In tanti anni “mazzarriani” mai si era sentita la parola “vittoria”, mai si era parlato di conquiste, sempre di crescita ma mai di affermazioni. Lo spagnolo invece pone l’accento sul verbo tanto amato dal napoletano. Vincere. E non si nasconde, ha parlato con Cavani, sa cosa vuole il Matador e se nessun acquirente busserà alla porta del Presidente, già sa come trattenerlo, come rinvigorirlo e spronarlo. Ha accennato a Marek Hamsik, e già è scritto il copione. Sarà il Fulcro principale, perno di una squadra pronta a ripartire, ad aprire un secondo ciclo, puntando al successo, ad una dimensione europea, sbocco prioritario per restare tra i primi 20 club del Vecchio Continente.

Benitez è l’uomo giusto, il professore, la guida per accendere una piazza che vive di calcio. Tante le speranze riposte nell’allenatore che, a conti fatti, nella sua carriera ha vinto più della stessa società azzurra. E’ strano da dirlo, forse frustrante, ma immaginare anche solo metà dei trofei conquistati, nella bacheca del club mette i brividi. E’ questo il desiderio di tutti e le premesse lasciano trapelare un giustificato entusiasmo. Dries Mertens sarà il primo acquisto per puntellare una squadra già forte, anche a detta dello stesso mister, Rafael probabilmente il secondo, per garantire un ricambio all’altezza anche in porta e poi tanti nomi, tante voci e tante trattative.

Sta nascendo il nuovo Napoli, è arrivato il momento di accelerare.

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