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Paulinho

Paulinho

E’ il Brasile la prima finalista della Confederations Cup 2013. I verdeoro si sono sbarazzati dell’Uruguay al termine di una partita molto combattuta vincendo per 2-1 e superando Cavani e compagni solo all’86’ grazie a un colpo di testa di Paulinho.

LE SCELTE- Tutto confermato nel Brasile con Scolari che si affida alla classica formazione con Hulk, Oscar e Neymar alle spalle di Fred mentre a centrocampo rientra Paulinho. Il maestro Tabarez si affida ai tre tenori davanti con Forlan che opera alle spalle di Cavani e Suarez.

FORLAN SBAGLIA- L’avvio del match è bloccato col Brasile che si affida ad uno sterile possesso palla e l’Uruguay che prova a pungere in contropiede. I verdeoro, però, rischiano di capitolare praticamente subito. E’ il 12’, infatti, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Forlan, David Luiz si concede un’amnesia delle sue e butta giù Lugano al centro dell’area di rigore con al più vistosa delle trattenute. Dal dischetto si presenta Forlan che apre il piatto destro ma il suo ex compagno all’Inter, Julio Cesar, capisce tutto e devia il pallone in corner salvando i suoi.  L’ex bomber dell’Atletico Madrid prova a farsi perdonare sei minuti dopo quando scaglia un sinistro dal limite che sfiora il palo.

ANCORA FRED- L’Uruguay gioca meglio ma il Brasile al primo affondo passa in vantaggio. Al 40’ Neymar dialoga con Oscar al che lo lancia a sinistra, il neo acquisto del Barcellona calcia da posizione defilata trovando le mani di Muslera che però può solo respingere il pallone sui piedi di Fred il quale in acrobazia mette in rete il gol dell’1-0.

IL SEGNO DEL MATADOR– Neanche il tempo di rientrare dagli spogliatoi che l’Uruguay agguanta il pari. E’ Cavani a impossessarsi di un pallone impazzito dopo un flipper nell’area verdeoro e a trafiggere Julio Cesar con un perfetto diagonale all’angolino.  Il Brasile prova a scuotersi con un missile di Hulk su punizione dai 30 metri al 57’ ma Muslera respinge coi pugni.  Dieci minuti dopo è la Celeste a sfiorare il vantaggio con un calcio d’angolo sul quale prova a intervenire Suarez anticipato da Thiago Silva che sfiora l’autogol.

APOTEOSI VERDEORO– I calci d’angolo sono una delle chiavi di questo match e la costante si conferma a quattro minuti dal termine, quando è Paulinho a sbucare sul secondo palo sugli sviluppi di un calcio d’angolo e a battere Muslera per il gol che vale la finale e che fa esplodere L’Estadio Minerao di Belo Horizonte. Non varrà come una finale dei mondiali ma con le dovute proporzioni il Brasile, almeno per una notte, rende meno amaro il ricordo del Maracanazo.

 

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