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Arrivato al Sunderland tra mille polemiche a causa delle sue “simpatie” di stampo politico, Paolo Di Canio si è ritrovato tra le mani una patata bollente, con una squadra allo sbando ed in pericolo retrocessione.
Idee chiare,  gioco spregiudicato ed il Sunderland si salva, non senza critiche e senza patemi, specialmente dopo l’imbarcata di gol presa contro l’Aston Villa. Di Canio viene confermato, ma scatena (come suo solito) un’ondata di rumors intorno al suo operato. La causa? La sua particolare dedizione al lavoro e l’ inflessibilità dal punto di vista della disciplina.

Appena arrivato allo “Stadium of Light” mette in chiaro le cose: “Qui per salvarci c’è bisogno di lavorare.” . Alle parole seguono i fatti e le sedute giornaliere da due diventano subito tre. I risultati cominciano ad arrivare ed i tifosi vedono in lui il simbolo della rinascita, dedicandogli simpatici cori che richiamano la sua esultanza con  scivolata sulle ginocchia.

Di Canio non si ferma qui: da bravo “sergente di ferro” non esita a mettere fuori squadra alcuni giocatori che per festeggiare avevano fatto serata in discoteca accompagnandosi con “donnine allegre”: “Chi si comporta così, non può giocare a calcio“. La stagione finisce in semi-trionfo, ma le polemiche non si fermano: il difensore Bramble, appena svincolatosi, dice la sua sull’allenatore italiano: ” E’ una persona molto strana, pensa di sapere tutto lui. Ne ha ancora di strada da fare per diventare un bravo allenatore. Nonostante questo, di calcio ne capisce, sul campo è un tattico come pochi.”

Ebbene si, di calcio ne capisce eccome. Abbiamo imparato a conoscerne le qualità quando lavorava come commentatore e opinionista in noti programmi televisivi: analisi lucide, interventi puntuali, disamine tattiche eccellenti. Che fine ha fatto il giocatore imprevedibile che ricordiamo? Un uomo che passa dallo spintonare un arbitro al fermare il gioco in piena area di rigore per permettere i soccorsi al portiere avversario non è certo una persona comune, e la sua personalità complessa e variegata si sta esprimendo al massimo nelle nuove vesti di allenatore. Inflessibile sergente, duro come pochi, aggressivo in campo (ne sà qualcosa il portiere della sua ex squadra, lo Swindon Town).

Per la prossima stagione Di Canio ha le idee molto chiare: “I giocatori dopo le vacanze devono essere in grado di lavorare: abbiamo pesato tutti i giocatori alla fine del campionato e al loro ritorno chi avrà preso più di due chili verrà multato. Due chili vanno via presto, ma cinque o sei ti espongono ad infortuni e non ti permettono di allenarti bene. Non posso tollerarlo“. Il sergente di ferro colpisce ancora: i nuovi acquisti del Sunderland saranno sicuramente un pò in soggezione nel pensare di ritrovarsi davanti un personaggio del genere. Chissà se, al ritorno dalle vacanze, i “black cats” si ritrovino ad affrontare una situazione del genere:

http://www.youtube.com/watch?v=wCK3RQyBUxs

 

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