SHARE

Roberto-Mancini-waves-to-fans

Roberto Mancini, da circa un mese senza più una panchina dopo essere stato esonerato dal Manchester City, si racconta in una intervista a Il Corriere dello Sport in edicola oggi, dove spazia tra diversi argomenti. Tra i passaggi più interessanti raccolti per voi da Maidirecalcio spicca l’apprezzamento che il tecnico jesino, in passato giocatore della Lazio, espresso per la Roma:

MANCHESTER CITY – “Non so ancora perché sono stato esonerato. Volevano lo Scudetto in tre anni, l’ho vinto in due. Con il ds Soriano non parlavo mai. Avevo chiesto alla dirigenza di avere van Persie, avevamo già un accordo, sapevo che avrebbe fatto la differenza, ma è capitato con la maglia dello Utd. Mentre noi non ci siamo mossi, come poi per De Rossi Hazard, gli acquisti che avevo indicato per poter rivincere la Premier League”.

ROMA E FRANCESCO TOTTI – ” La Roma? Non c’è mai stato un contatto diretto. Quello giallorosso è un grande club, dal prestigio assoluto. Un’avventura che avrebbe avuto un suo fascino, non lo nego, avrei preso in considerazione una proposta interessante. Io laziale? Eppure ho saputo che nei sondaggi dei tifosi romanisti ero al vertice dei loro desideri. Totti? Passano gli anni e lui è sempre un giocatore di altissimo livello. E’ vero, non potrà essere eterno, ma i suoi colpi sono talmente superiori che continuerà a fare la differenza a lungo”.

CAVANI VIA – “Lo volevo al City. Puntavo tutto su di lui per vincere la Premier League. Avrei fatto di tutto per prenderlo. Non conosco la volontà del presidente De Laurentiis, ma se vende Cavani e prende Dzeko sappia che andrà sul sicuro. Acquisterebbe un grandissimo attaccante, da 25 gol, che ha un solo difetto: ha bisogno di giocare sempre”.

SUPER TEVEZ – “Colpo straordinario della Juve, che qualcuno sta sottovalutando. Con Carlos ha messo ancora parecchia distanza tra lei le rivali da scudetto. Con Tevez la squadra bianconera farà meglio anche in Champions League. In Italia l’argentino diventerà un giocatore decisivo. Io l’avrei tenuto al City con Aguero Cavani. Rapporti difficili? Si rifiutò di entrare a Monaco contro il Bayern, per me il giorno dopo il caso era chiuso. Tevez è un bravo ragazzo, a quell’epoca fu montato e fu spinto ad avere certi atteggiamenti”.

BALOTELLI – “I gol di Mario ci sono mancati, però da tempo avevo capito che in Inghilterra non stava più bene. Lui, come Suarez, era stato preso di mira dagli avversari, dagli arbitri, dal pubblico. La nostra lite? Vi giuro, non era successo niente. Trenta secondi di scontro verbale sono diventati un caso che non esisteva. E’ un giocatore straordinario, a 17 anni gli ho consegnato l’Inter, a 21 l’ho portato in Premier, sapete che tipo di rapporto ho con lui: gli voglio bene, aveva bisogno di rientrare a casa e io gli ho consentito di lasciare Manchester con sei mesi di anticipo. Non l’ho più sentito da quando è andato al Milan”.

NUOVA INTER – “L’Inter non può esistere senza Moratti. Non credo a quello che si dice. Sia chiaro, non conosco la situazione ma per me è difficile immaginare quella società senza il presidente”.