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Wimbledon 2013 si conferma essere il torneo delle sorprese: dopo le precoci eliminazioni di Federer e Nadal tra gli uomini e di Sharapova e Serena Williams tra le donne, la finale femminile che si disputerà sabato non vedrà in campo giocatrici tra le prime 10 del ranking mondiale. Come di consueto, giovedì è stato il giorno delle semifinali femminili, semifinali che hanno visto trionfare la tedesca Sabine Lisicki, semifinalista nel 2011, e la francese Marion Bartoli, già finalista nel 2007. Ma cominciamo proprio da quest’ultima, vincitrice del proprio incontro in poco più di un’ora.

La Bartoli, testa di serie numero 15, ha sconfitto in una gara a senso unico la belga Kirsten Flipkens, testa di serie numero 20 e già giustiziera della nostra Pennetta negli ottavi, col risultato di 6-1 6-2, per un tempo totale di gioco di 62 minuti. La francese, dunque, a quasi 29 anni, torna in finale ai Championships a sei anni di distanza dalla netta sconfitta contro Venus Williams.

Tutt’altro che monotona, invece, l’altra semifinale, finita al terzo set e durata 2 ore e 18 minuti. Di fronte si trovavano la tennista tedesca specialista sull’erba Sabine Lisicki, testa di serie numero 24 e già vincente contro la campionessa uscente Serena Williams, e la polacca numero 4 del mondo, Agnieszka Radwanska, finalista nella passata edizione proprio contro la campionessa statunitense. Dopo un primo set vinto dalla tedesca 6-4, Agnieszka sembrava aver ribaltato il trend della gara vincendo 6-2 il secondo set e portandosi sul 3-1 nel terzo e decisivo parziale. La Lisicki, però, non si è data per vinta e ha rimontato fino ad arrivare a servire per il match sul 5-4, non riuscendo però a chiudere. Si è andati dunque avanti a oltranza, ma, al 15° gioco, la tedesca è riuscita a conquistare il break e successivamente a chiudere il set 9-7.

Finale inedita, nella quale i favori del pronostico pendono leggermente verso la Lisicki, sicuramente più specialista del tennis su erba, ma in cui la Bartoli non vorrà in alcun modo perdere quella che potrebbe essere una delle ultime occasioni della sua carriera, che sembrava avviata verso la fase discendente. Quel che è certo è che non ci sarà una vincitrice americana, cosa avvenuta solamente 3 volte nelle ultime 14 edizioni.