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Con l’appuntamento di ieri vi abbiamo presentato la prima finalista del Mondiale U20, oggi è il turno della seconda, per molti la favorita. Parliamo chiaramente della Francia.

La nazionale europea, fin dall’inizio della manifestazione, è stata una delle più quotate per la vittoria finale. Il loro allenatore Pierre Mankowski è riuscito a sfruttare a pieno lo straordinario livello tecnico del roster, schierando, tranne in rarissime occasioni un 4-3-3 così composto: in porta l’esplosivo Areola, che ha salvato la sua squadra più volte nell’ultimo incontro; difesa a quattro delle più forti del torneo, a destra la rivelazione Dimitri Foulquier, in campo in tutte le partite, il terzino destro di proprietà del Rennes ha dimostrato di avere delle doti offensive invidiabili che gli hanno permesso di sfornare ben tre assist, deve migliorare dietro, ma ha un futuro roseo. I centrali sono di un livello altissimo, troviamo infatti il gigante Kurt Zouma, accostato a molte big europee e Samuel Umtiti, già titolare nel Lione di Remi Garde. A chiudere la cerniera difensiva Lucas Digne, il terzino fatto esplodere quest’anno dal neo romanista Rudi Garcia continua a dimostrare un livello eccelso anche nella manifestazione turca, che non fa altro che aumentare il cartellino già molto alto.

Arrivati al reparto nevralgico della manovra francese non ci resta che ammirare la copiosità a disposizione dei transalpini. I tre titolari sono infatti Kondogbia, Veretout e Paul Pogba. Il primo 188 cm di pura prestanza fisica, corsa e resistenza. Una piovra che arpiona tutti i palloni che gli passano accanto e, come se non bastasse imposta pure. Il secondo, chiaramente eclissato dagli altri due fenomeni fa il suo, e lo fa molto bene. Tiene uniti i reparti difensivi quando Pogba parte palla al piede, recupera palloni , argina la fascia sinistra se Digne si spinge troppo oltre. Giocatori come lui sono sempre utili. Culminiamo l’analisi sul centrocampo con quella che è la stella della rosa. Si parla chiaramente di Paul Pogba. Il centrocampista juventino, che nello scorso anno ha fatto stropicciare gli occhi di milioni di tifosi si conferma uno dei ’93 più forti al mondo, se non il più forte. La cosa incredibile è che il francese ha ancora margini di miglioramento enormi se solo pensiamo che la scorsa è stata la sua prima stagione tra i professionisti. Rappresenta in pieno il centrocampista moderno, dotato di un gran passo, un tiro micidiale e una capacità di recuperar palloni che rende quasi ogni ripartenza avversaria ridicola. Impressionante inoltre la sua velocità di gambe, di elaborazione e precisione di esecuzione di manovra. Tutto ciò racchiuso in quasi 1.90 m, sbalorditivo.

L’attacco dei “Blues” non è assolutamente da meno anzi, ci ha dato la possibilità di apprezzare grandissimi talenti. Su tutti i due esterni Bahebeck e Florian Thauvin, autore della vincente doppietta in semifinale contro il Ghana. Il primo è un esterno che gioca indifferentemente a destra e a sinistra. E’ il prototipo della classica ala, letale nel breve e nello stretto, salta l’uomo con facilità estrema. Se collocato sull’out di sinistra ama inoltre convergere al centro per scaricare il suo destro preciso. Il suo cartellino è di proprietà del PSG ma quest’anno giocherà in prestito al Valenciennes, difficile che il club parigino lo lasci in giro ancora per molto. Dall’altra parte troviamo un’altra grande sorpresa, Florian Thauvin. Il ragazzo di Orléans aveva già mostrato agli appassionati di Ligue 1 il suo grande talento ed ora, tornato a casa base al Lille può veramente sfondare nel calcio europeo. Anche lui come Bahebeck ama rientrare sul suo piede, il sinistro, e concludere a rete (chiedete al portiere del Ghana per conferme). Un piccolo difetto è forse il suo atteggiamento, un po’ troppo esuberante in campo, l’arbitro in semifinale l’ha graziato, ma in Francia e ancor di più in Europa, comportamenti come quelli si pagano. Consiglio quindi calma a Florian. Chiude l’attacco Yaya Sanogo. Il pennellone, ormai ex Auxerre, ha alternato in questo mondiale prove eccellenti ad altre molto sotto la media dei suoi compagni. Le qualità ci sono, ma il ragazzo deve fare assolutamente di più. Ora che è nelle sapienti mani di Arsene Wenger difficilmente verrà sprecato, ma il calcio si sa ci riserva molte sorprese, rimaniamo quindi in attesa e se son rose, fioriranno.

Curiosità:

  • Il numero di “stranieri” è addirittura inferiore a quello dell’Uruguay, sono solo cinque infatti gli “emigrati”: Pogba, Kondogbia, Sanogo, Jullien e Vion.
  • Secondo Transfermarkt il valore dell’intera rosa dell’Uruguay è di poco superiore alla metà del valore del solo Pogba.
  • La Francia U20 non è mai arrivata oltre le semifinali, alle quali ha avuto accesso solo una volta, in Colombia nella scorsa edizione, quando perse 2-0 contro il Portogallo.