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E’ una qualifica orfana di due personaggi importati quella di oggi al Sachsenring.

Jorge Lorenzo e Daniel Pedrosa hanno dovuto declinare l’invito a piazzare un tempo e hanno rimandato l’appuntamento con la pista. Pedrosa a domani, Lorenzo a data da destinarsi. I due sono reduci da due cadute che li hanno duramente provati. Jorge è ricaduto sulla clavicola già fratturata e ha piegato la placca impiantatagli pochi giorni fa. Ricovero in clinica mobile e volo per Barcellona, dove è stato operato nuovamente.
La caduta di Pedrosa è stata invece relativamente meno cruenta, ma di certo non esente da risultati spiacevoli. Lo spagnolo ha infatti battuto la testa in maniera violenta e ha sofferto di una reazione vagale che non si è risolta in tempi brevi, imponendogli l’accortezza di ristabilirsi prima di rimettersi in pista. Domattina deciderà, con Lorenzo fuori potrà decidere di non rischiare e magari di rientrare nella prossima gara.
Anche senza i nostri due “eroi” le schermaglie in pista sono state davvero notevoli e hanno visto prevalere il secondo spagnolo di casa Honda.

Marc Marquez firma il miglior tempo con 1’21’’311 e mette dietro Cal Crutchlow e Valentino Rossi. Il piccolo spagnolo sfrutta tre giri davvero eccellenti che lo fanno migliorare in successione e che lo fanno recuperare la testa della classifica, momentaneamente presa da Crutchlow.
L’inglese sembra che prenda il posto di Lorenzo, è infatti la sua la Yamaha più veloce in pista. E’ un animale imbizzarrito, sgomita e suda su tutti i cordoli, non si risparmia mai. Paga forse il fatto di avere la seconda moto più veloce della pista, la più semplice, ma non la più efficace.
In terza posizione troviamo Valentino Rossi. Il Dottore è in forte recupero, la gara di Assen lo ha gasato, e sta ritrovando il passo in pista. Certo che senza Lorenzo e Pedrosa è tutto più facile, ma è innegabile che Rossi abbia ritrovato un certo feeling con la sua “vecchia” moto.
Quarto e con applausi è Stefan Bradl. Il pilota LCR stampa un ottimo giro, e ne inanella altri discreti dimostrando che la moto c’è, e il pilota pure, se fosse solo un poco più costante in gara potremmo di certo assistere a piazzamenti decorosi.
Sorpresa, ma non più così tanto, è vedere Espargaro in seconda fila. Una quinta posizione che dimostra sempre più di come sia importante su una moto, non solo la potenza pura, ma anche l’equilibrio telaio- motore-ruote. Cosa che in casa ART hanno capito da subito e che hanno applicato in maniera perfetta, disegnando e producendo una moto davvero performante. Speriamo venga data la possibilità di svilupparla.
Sempre male le Ducati, in particolare il Dovi. Hayden prende 3 decimi da una CRT ma si piazza sesto. Dovizioso non va oltre il nono tempo. Davvero buio pesto, sia in MotoGp che in SBK.

Che le scarse fortune di queste due moto con telaio non figli della tradizione Ducati siano una motivazione in più per tornare al vecchio traliccio? Staremo a vedere.

Intanto questa domenica di MotoGp si presenta davvero ricca di motivazioni e di possibili sorprese. Prima fra tutte, ce la farà il nostro Pedrosa a mettere le ruote in pista?