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Nell’ultimo numero di “So Foot”, mensile francese che festeggia i suoi primi dieci anni di attività, si è parlato di grandi numeri 10 francesi. Impossibile non parlare di un grande ex bianconero Zinedine Zidane.

L’attuale direttore sportivo del Real Madrid ha infatti parlato dei suoi inizi sotto la Mole, ricordando anche aspetti divertenti della sua avventura bianconera. “Nello spogliatoio della Juve c’era un po’ di nonnismo  –  ricorda Zizou -. All’epoca portavo i calzini marca Achile, corti e appariscenti. Bene, ho scoperto che in Italia i calzini non devono mai essere corti o colorati. Alla fine di un allenamento li ho trovati tagliati a strisce e incollati sul mio armadietto. Mi hanno detto che i calzini, rigorosamente a tinta unita, si portavano a metà polpaccio. Non ho mai più indossato calzini Achile. Ma io ero anche quello che tagliava la pastasciutta, senza sapere che commettevo un grosso errore. Mi hanno fatto a pezzi! Tutto giusto, è così che si apprende la cultura di un paese”. Inoltre l’ex numero 21 bianconero racconta della sua vita austera nella città piemontese: “Tutte le sere, verso le 19, ero in pigiama e mi sembrava normale. Ecco come era la mia vita a Torino”.

Il racconto più interessante è sicuramente quello che riguarda anche un altro juventino, Edgar Davids, diametralmente opposto a “Zizou” in campo, condivideva con lui una strana passione: “Non è una leggenda la storia che vuole che io mettessi un cappellaccio da pescatore per andare a giocare con gli immigrati, anche se l’ho fatto soltanto un paio di volte. A spingermi era il mio compagno di squadra Edgar Davids. Lui ci andava matto, lo faceva molto spesso: prendeva la macchina e quando vedeva qualcuno giocare in un parcheggio si fermava per aggregarsi. Mi diceva sempre: ‘E’ per loro che dobbiamo giocare, sono queste le partite importanti’. E io gli dicevo: ‘Ok, ma abbiamo gli allenamenti, apparteniamo a un club di alto livello, non possiamo rischiare di infortunarci’. Allo stesso tempo, però, lo ammiravo, perché era in grado di fare delle cose del genere”.

Zidane chiude il suo intervento parlando dell’ex tecnico bianconero Didier Deschamps che, ai tempi della militanza nella stessa squadra bianconera era solito schernire così il suo compagno: “Deschamps vi ha detto che il preparatore atletico della Juventus, Ventrone, mi prendeva in giro perché ero senza pettorali? Se mi vedete a torso nudo oggi, c’è ancora da ridere. Non ho mai avuto dei bei pettorali, e credo che non li avrò mai. Poco grave, comunque, a calcio non si gioca con i pettorali.

Giusto Zinedine, a calcio non si gioca con i pettorali, ma con i piedi e la testa, cose che tu, oltre allo spiacevole inconveniente del mondiale hai sempre avuto in abbondanza.