SHARE

logo_napoli_calcio_00

Duecentodieci chilometri con la sua mountain bike per raggiungere Dimaro partendo da Magliaso, sul lago di Lugano, nel Canton Ticino. Mauro Alberti è partito la scorsa settimana di sera e, dopo una sosta di due giorni per un infortunio a un ginocchio, è arrivato sabato pomeriggio nella cittadina della Val di Sole, sede del ritiro degli azzurri. “Non sono un ciclista professionista – ha raccontato con gli zaini ancora appesi alla bicicletta – e questa è stata una follia che ho fatto per il Napoli. Voglio una foto con Behrami: me l’ha chiesta mio fratello Franco”.

FEDE – La madre era contraria al viaggio di questo ragazzo nato in Svizzera che nella vita ripara computer e che è diventato tifoso del Napoli complice la passione per Maradona e i tre anni vissuti in provincia di Caserta. “Spero che questo mio “sacrificio” consenta alla squadra di Benitez di vincere il titolo. Sono passato dalla parte est del lago di Como, ho fatto tappa a Dongo e mi sono fermato a dormire la prima volta a Morbegno, dove mi sono infortunato al ginocchio sinistro. Sono ripartito domenica mattina e dopo un’altra giornata di bici, ho dormito ad Aprica. Confesso però che ieri non sono riuscito a fare il passo del Tonale e ho dovuto usare la funivia. Adesso che sono arrivato sono felicissimo”.

PASSIONE – Con addosso una maglia del Napoli e sulle spalle la bandiera della Svizzera, ha mostrato ad altri curiosi le foto del suo avventuroso viaggio prima di andare a cercare un hotel a Dimaro dove ieri erano almeno 300 i tifosi presenti all’allenamento. Il popolo azzurro, insomma, non era numeroso solo nel week end e non molla Cannavaro e compagni neppure durante la settimana.

Fonte: Il Mattino

SHARE