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FBL-U20-SOUTHAM-COL-PARNuovo volto a Milanello: oggi è previsto l’arrivo di Jherson Vergara. Il difensore colombiano ha scelto una maglia pesante.

33.

Un numero che ai più sicuramente ricorderà gli anni di Cristo, mentre, ai tifosi rossoneri, fa venire in mente un’altra “divinità”. Stiamo parlando ovviamente del “muro” Thiago Silva, il difensore brasiliano che con la 33 sulle spalle ha fatto innamorare i tifosi rossoneri nei suoi anni di militanza al Milan. Dopo la sua partenza verso Parigi la casacca numero 33 è rimasta senza padrone, fino ad oggi.

È atteso proprio per questo pomeriggio, infatti, lo sbarco di Jherson Vergara a Milanello. Il neo acquisto del Milan (classe 1994, 1.90m di altezza per un peso di 83 kg) non ha certo scelto di passare inosservato: la sua prima mossa da giocatore del Milan è stata quella di autodesignarsi come erede di Thiago Silva. Non manca certo personalità a questo ragazzone colombiano. Scopriamo chi è.

Fisico possente quanto agile, il colosso classe ’94 ha stregato i dirigenti rossoneri nel Campionato sudamericano under20 disputatosi in Argentina a inizio 2013, torneo in cui è stato eletto miglior centrale del torneo, grazie alle sue grandi prestazioni condite dall’ultimo gol della competizione che ha decretato la vittoria della sua nazionale. Vergara è reduce da una stagione giocata nella Serie B colombiana nell’Universitario Popayan e da un Mondiale Under-20 in cui è stato protagonista nonostante la Colombia sia stata eliminata agli ottavi di finale ai rigori contro la Corea del Sud (il neo rossonero ha trasformato però il suo penalty). La Colombia ha terminato il girone di qualificazione in testa al gruppo con 7 punti e Vergara è sempre stato schierato titolare senza mai essere sostituito in tutte e quattro le partite (precisamente contro Australia, Turchia, El Salvador e Corea del Sud).

Come detto si tratta di un giocatore molto potente, abile nell’anticipo (nonostante la stazza), nel gioco aereo e nel tackle. Di certo ha molto da migliorare: tecnicamente e nel lancio lungo soprattutto.

I mezzi però ci sono, sta al Milan farlo crescere bene, evitando di fargli ripercorrere le orme di giovani arrivati a Milanello in pompa magna e poi finiti ben presto nel dimenticatoio.

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