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tata martino

Ieri il FC Barcellona ha trovato il suo nuovo tecnico dopo l’addio di Tito Vilanova. Si chiama Gerardo Daniel Martino, allenatore argentino, alla sua prima esperienza in un club europeo. Per i non conoscitori del calcio sudamericano Martino, soprannominato “El Tata”, è vagamente ricordato per essere stato accostato alla panchina di qualche club italiano. Proprio per questo vi presentiamo meglio chi è veramente El Tata, la sua storia, gli inizi e il gioco delle sue squadre.

MADE IN ITALY- Gerardo Martino, nato a Rosario il 20 novembre 1962, è di origini italiane, i suoi nonni provenivano infatti dalla provincia di Potenza. Dopo una buona carriera da giocatore, trascorsa sopratutto nelle file del Newell’s Old Boys di Rosario, città natale anche di Messi, intraprende quella da allenatore. Il suo modello iniziale è Marcelo Bielsa, suo allenatore al Newell’s Old Boys, con la quale si è consacrato sia da giocatore che, poi, da allenatore. La sua prima squadra è il Brown de Arrecifes nel 1998, che in quel periodo militava in Nacional B. Poi successivamente passa al Platense, nel 1999, e all’Istituto Cordoba, nel 2000. Tutte e tre squadre argentine e tutte tre brevi parentesi che sono servite per maturare esperienza.

PROFUMO DI…PARAGUAY!- La vera svolta arriva cambiando aria, ovvero Paese. El Tata emigra in Paraguay, dove trova motivazioni serie per dare alla sua carriera un definitivo salto di qualità. Infatti è un club di Asunciòn, il Libertad, a dargli un’importante chance di crescita. El Tata ottiene i suoi primi successi; fa sue l’Apertura 2002 e la Clausura 2003 paraguayane, entrando nella storia del club (che non vinceva un massimo campionato dal 1976). Non passa neanche un anno che mister Martino decide di provare una nuova esperienza in un altro club. Lo spostamento non è grande però: si trasferisce al Cerro Porteño, altra realtà di Asuncion con grandissime ambizioni. Ambizioni che in parte si avverano con alla guida il nuovo allenatore argentino, che vince sia il campionato di Apertura che quello di Clausura, entrambi nel 2004.

BREVE RITORNO- In Paraguay ormai la sua fama è acclarata, Martino allora decide di lasciare il Cerro e prendersi una pausa di riflessione. Periodo che si spezzerà con il suo ritorno nella madrepatria, alla corte del Colon. Avventura brevissima che incise poco sia sulla carriera del Tata che sulla storia del club.

ASUNCION E NAZIONALE-  La nostalgia del Paraguay si fa sentire e il mister di Rosario non desiste alle sirene del Libertad, società con cui aveva aperto i suoi successi paraguayani. Martino torna al trionfo nel 2006, vincendo di nuovo il campionato di Apertura e di Clausura. e ottenendo buoni risultati anche in Copa Libertadores (arrivato in semifinale).  Sazio dei titoli con i club, nello stesso anno accetta di guidare la nazionale  paraguayana. Lunghissima e completa la sua esperienza con la selezione biancorossa. Il tecnico argentino prende la squadra nel 2007 e la lascia soltanto nel 2011. Eliminato ai quarti nella Copa America 2007, il Paraguay di Martino si rifà negli anni successivi mettendo in difficoltà il Brasile e l’Argentino nel girone di qualificazione per i Mondiali sudafricani del 2010 e qualificandosi per gli stessi. Il girone delle fasi finali del Mondiale non è facilissimo: Italia, Slovacchia e Nuova Zelanda le avversarie dei biancorossi. Ma grazie a due pareggi (di cui un 1-1 con l’Italia) e una vittoria Martino si aggiudica il passaggio agli ottavi di finale. L’avversaria adesso è il temibile Giappone, che viene sconfitto soltanto ai rigori. Ora è fatta: Il Paraguay è per la prima volta ai quarti di finale di un Mondiale. Martino e i suoi ragazzi terribili tengono testa alla Spagna (chissà se i dirigenti del Barca abbiano visto questa partita prima di scegliere il nuovo allenatore), ma viene sconfitta di misura (1-0) e eliminata dal Mondiale. Gli storici successi del tecnico di Rosario in Paraguay però non finiscono qui. Nella Copa America 2011 El Tata porta i suoi uomini sino in finale, battendo avversarie illustri come Brasile e Venezuela e perdendo soltanto in finale contro l’Uruguay.

PROFETA IN PATRIA- Esaurito il suo ciclo in Paraguay, Martino decide di dare le dimissione e tornare in patria. Ad aspettarlo c’è il suo club storico, il Newell’s Old Boys, mai allenato ma con cui si è distinto da calciatore, che gli propone una nuova avventura per tornare a vincere. Missione compiuta per El Tata, che riesce a diventare profeta in patria, conquistando il Torneo Final nel 2013.

TATTICHE E NUOVA AVVENTURA- Sprizzante e accattivante, il suo calcio è stato sempre votato all’attacco, segnato profondamente dalle tattiche del suo maestro, Bielsa. Ora Martino ha una vetrina internazione sulla quale mostrarsi, avendo a disposizione gli interpreti più forti del calcio odierno. Da Xavi a Messi, passando per Iniesta e Neymar; è lunga la lista dei campionI che El Tata avrà a disposizione per vincere e convincere, anche i più scettici.

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