Alberto Cerri, il predestinato

Alberto Cerri, il predestinato

Vi proponiamo una bella intervista ad uno dei più interessanti talenti del calcio italiano: Alberto Cerri. 17enne di proprietà del Parma, il giovane numero 9 ha già esordito in A nello scorso campionato a 16 anni (il 30 marzo scorso in Parma-Pescara 3-0, il più giovane della storia del club) e, a detta di molti, sarà il futuro attaccante della nazionale italiana.

1,92 cm per 92 kg. Un gigante di soli 17 anni.

Di Alberto Cerri si parla già da un po’: capitano dell’under17 italiana, è sul taccuino dei migliori club europei e, nonostante la giovane età, è già a tutti gli effetti un giocatore della prima squadra del Parma (con cui è in ritiro). Di seguito vi proponiamo i passi salienti delle sua intervista al settimanale sportivo SportWeek.

Il debutto

Una grande emozione. Il giorno prima avevo chiesto ad Amauri di segnare: se l’avesse fatto magari sarei potuto entrare. È andata proprio così: mentre mi stavo scaldando il preparatore atletico, Andreini, ha fatto un cenno e mi sono girato pensando che stesse chiamando Belfodil, che avevo dietro. Invece voleva proprio me… appena entrato, Kroldrup mi ha ribaltato senza fatica. Neanche il tempo di capire dove mi trovassi che ero già in terra.

La carriera

Ho iniziato nel 2003 con la Fulgor di San Secondo, il mio paese. Ricordo bene il debutto sul campo a 11: vincemmo 6-1 e io segnai 5 gol, fornendo anche l’assist per il sesto gol. Tre anni dopo sono andato al Parma dove quest’anno abbiamo vinto lo scudetto con gli Allievi. Ricordo tutti i miei gol: i 46 nella mia prima stagione alla Fulgor, i 25 in 18 partite dell’ultima stagione con gli Allievi, più i 2 al torneo di Viareggio e i 10 in Nazionale all’Europeo.

La tecnologia

Nonostante la giovane età non ho nè computer nè tablet. Il telefonino lo tengo silenziato e lo adopero solo per telefonare e mandare messaggi, uso poco i social network.

Il nonno

Mio nonno materno, Ercole Gualazzini, ex ciclista anni ’60, mi dà molti consigli. Mi insegna soprattutto ad apprezzare la fatica: quando si allenava, per transitare lungo certe strade doveva farsi largo energicamente e qualche volta finiva anche col fare a botte. Quando poi era protagonista di una volata era ancora peggio. Mi dice sempre: Alby quando sei in area fai un po’ come me. Tieni i gomiti alti.

Una giovane promessa con la testa sulle spalle. In futuro sentiremo parlare di Alberto Cerri che, a neanche 18 anni, sembra atteso da un destino radioso.