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AUTO-PRIX-F1-HUN-PODIUMA leggere le dichiarazioni di Paul Hembery, responsabile Pirelli sul campo, e di Ross Brawn, Team Manager Mercedes, doveva essere una gara segnata dal degrado delle gomme. A dire il vero il degrado c’è stato, ma in maniera particolare sulle gomme altrui. Il team tedesco sembra essere immune al problema.

70 giri abbastanza noiosi, in cui si è visto uno strapotere anglo-tedesco, solo a tratti controllato dalla coppia Raikkonen/Vettel. Fino a metà gara i tre di testa hanno viaggiato su ritmi simili. Nella girandola di pit stop, Hamilton ha allungato ed è partito in solitaria, aumentando il suo vantaggio giro dopo giro.

Alle sue spalle battagliavano allegramente Vettel e Raikkonen. Il primo, che chiuderà terzo, ha corso 3/4 di gara con l’alettone anteriore decisamente rovinato, ma non ha mostrato cali vistosi di prestazione. E’ stata infatti una gara molto attenta e grintosa a garantire a Raikkonen il secondo posto sul podio. Il finlandese passa da gare abuliche a gare ricche di sostanza, che lo fanno diventare, a suon di piazzamenti, il secondo in classifica generale. Resterà per sempre un mistero il suo carattere, ma ha un piede pesantissimo, e lo sfrutta bene.

Quarto è il buon Mark Webber. Parte in sordina, conscio di non essere il favorito, ma con una condotta di gara esemplare e con pochi pit, riesce a issarsi fino alle posizioni che contano. Peccato che a fine anno un professionista della guida come lui vada in pensione. Speriamo che il suo sostituto sia al suo livello sia per tecnica che per umanità.

Capitolo Alonso. Va male. Non si può dire che la gara sia girata nella giusta direzione. La macchina non va, molti dei particolari provati il venerdì non superano lo sbarramento delle Prove Libere e vengono cestinati. A Maranello brancolano un po’ nel buio, non danno sicurezze ai piloti, e i risultati non arrivano. Beffa delle beffe potrebbe essere il divorzio a fine stagione di Alonso. Si tratta solo di un pettegolezzo, ma il Manager del pilota, un tale Garcia, è stato visto a colloquio con il Manager Red Bull Chris Horner, che abbiano parlato di un ingaggio futuro di Alonso. Sembra fantamercato, due stelle come Nando e Seb difficilmente condividerebbero il box, figurarsi una possibile chance al Mondiale. Staremo a vedere.

Sesto Romain Grosjean. L’allampanato pilota transalpino passa tutta la gara a gironzolare per la pista ma impiega gli ultimi 10 giri a disturbare, in maniera crescente, la condotta di Alonso, cercando di passarlo e beffarlo. Ma Nando tiene duro e non concede nulla alla Lotus.

Un redivivo Jenson Button si piazza settimo. Erano mesi che non lo si vedeva quanto meno combattere per un piazzamento a punti. Non sarà un gran che, ma almeno fa morale, ma di certo non risolve la profonda crisi di prestazione della McLaren.

Ottavo, e senza sorprese, è Massa. Conto i giorni alla fine del Mondiale per vederlo andar via. Sono un senza cuore lo so. Ma i risultati contano. Lui non li porta mai a casa.

Nono e decimo due sudamericani, Sergio Perez e Pastor Maldonado, portano a casa pochi punti per le loro squadre, ma quanto meno li portano a casa. Sono i primi addirittura per Maldonado.

Che dire. Il Mondiale non è per niente chiuso. Vettel ha sempre un grande vantaggio tecnico e numerico, ma non è imbattibile. La Mercedes mostra una certa prestanza, e sembra che possa davvero insidiare Vettel se riuscisse a garantire un poco di regolarità. Le dichiarazioni a fine gara della Ferrari non ci permettono di sperare in un tangibile miglioramento nelle prossime uscite. Domenicali ha parlato molto della nuova vettura turbo, come a dire che lo sviluppo su quella attuale è fermo o quasi, a dispetto di tutti i pezzi provati e riprovati nel week end. Spa sarà la prossima fermata, pista di tradizione Ferrari, speriamo di vedere una buona prestazione.

Classifica-finale-Gp-dUngheria-di-Formula-1