SHARE

REINAL’ex portiere del Liverpool, passato al Napoli, ha salutato la tifoseria con una lunga lettera sul proprio sito. Senza risparmiare una frecciata al club inglese.

Ecco i passi salienti della lettera che Pepe Reina ha dedicato ai tifosi dei Reds sul proprio sito, evidenziati da MaiDireCalcio:

DELUSIONE “È una sensazione strana per me non essere un giocatore del Liverpool. È naturale che io sia deluso dal fatto che i dirigenti del Liverpool abbiano accettato il prestito al Napoli senza dirmi niente prima. Pensavo di meritare più di questo, anche se capisco che nel calcio devono essere prese decisioni difficili. Mi dispiace non essere più parte del club e, nonostante andare via non sia stata una mia decisione, l’ho accettata come ho accettato ogni decisione del club. Se per loro la cosa migliore è stata cedermi in prestito al Napoli, così sia. Napoli è una grande sfida per me e so che i fan sono legati alla propria squadra come quelli del Liverpool, quindi non vedo l’ora di giocare per loro e di dare tutto me stesso.”

BARCELLONA Ho detto al Liverpool che volevo continuare con i Reds e che il Barcellona era un’opzione perchè sarebbe stata un’opportunità per tornare a casa. Quando non è arrivata l’offerta, ero felice di lottare per un posto, così mi ha stupito la decisione del Liverpool di mandarmi comunque al Napoli.”

BENITEZ, IL MIGLIORE “Non vedo l’ora di iniziare la nuova sfida insieme con Rafa Benitez, che considero il miglior allenatore con cui ho lavorato e penso sia una fortuna trasferirmi da un grande club ad un altro. Il Napoli mi ricorda il Liverpool che ho trovato nel 2005, in tutto l’affetto che mi hanno mostrato al mio arrivo, nell’avere un progetto ambizioso e anche nell’incontrare di nuovo Benitez. Questi ricordi mi rendono felice e mi fanno sentire molto motivato”.

 

SHARE
Previous articleLiverpool, pazza idea Torres
Next articleBorja Valero:”Fiorentina mia seconda famiglia”
Nato nel 1988 a Campobasso e folle tifoso dei Lupi molisani, nei ritagli di tempo tra una partita e l'altra mi sono laureato in Cooperazione Internazionale a Bologna. Devoto a Mágico González, Jay-Jay Okocha e Carletto Mazzone, amo il calcio minore e le tante microstorie che si celano dietro una semplice partita di "pallone".