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Incredibile episodio, riportato da La Gazzetta dello Sport, riguardante la presidentessa della Maceratese, punita con un anno di Daspo per aver minacciato le forze dell’ordine durante un match contro l’Astrea dello scorso 21 aprile.

Fuori dagli stadi fino al 26 luglio prossimo per aver “aggredito verbalmente e minacciato le forze dell’ordine presenti all’incontro a tal punto da mettere in pericolo lo svolgimento della gara stessa”. Questo il provvedimento inflitto dal questore di Roma alla presidentessa della Maceratese (club marchigiano di serie D) Maria Francesca Tardella. La partita in questione è quella dello scorso 21 aprile, quando a Macerata è andato in scena l’incontro fra la Maceratese e l’Astrea (squadra della polizia penitenziaria), terminato 2-1 in favore dei padroni di casa.

LA REAZIONE- La presidentessa ha annunciato l’intenzione di ricorrere al Tar, dando ai giornalisti una versione dei fatti molto diversa da quella desumibile dalle motivazioni del provvedimento:

 “È una vicenda assurda, mi rivolgerò subito al Tar competente per la sospensiva della sanzione e poi andrò fino in fondo per chiarire la situazione, perché non tollero che tanti anni di investimento emotivo ed economico nel calcio vengano infangati. Ho avuto una discussione con un funzionario di polizia al momento dell’ingresso in campo che non voleva fare entrare i nostri tifosi perché privi di documento di identità. In serie D però la tessera del tifoso non è in vigore, per questo ho discusso col funzionario di polizia senza però alzare la voce con nessuno. Dopo la partita un dirigente dell’Astrea s’è avvicinato e mi ha ‘promesso’ il Daspo, che puntualmente è arrivato. Ho chiesto che venga presentata un’interpellanza parlamentare per sapere chi paga le fideiussioni per l’iscrizione di una squadra di natura statale al campionato di serie D. È ora di fare chiarezza e non mi fermerò finché non l’avrò ottenuta”.

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