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moscardelli

Davide Moscardelli, dopo essere entrato nel cuore dei tifosi grazie alla sua barba, vuole entrare nella storia. Il suo progetto di marketing sta rendendo più del previsto e la grande quantità di fan che si sono ormai affezionati al barbuto attaccante del Bologna lo spingono ad andare ancora oltre.
Da un anno a questa parte il giocatore ex Chievo ha iniziato a “coltivare” la sua barba, facendone man mano una esilarante peculiarità che ha fatto impazzire i tifosi di tutte le squadre. Da qui l’idea di lanciare un progetto di promozione, con magliette “barbute” in cui ritornava spesso lo slogan “Trust the beard“. Tagliarsi la barba? Nemmeno per idea, come testimonia la foto scattata davanti alla famosa “Sala da barba” in piazza Santo Stefano a Bologna con l’epiteto: ” NON MI AVRANNO MAI!“.

Moscardelli_sala_da_barba

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Moscardelli ha confessato che potrebbe radersi soltanto in un caso: ” se vado in doppia cifra, se centriamo l’Europa League con il Bologna e se riesco a far conoscere la mia barba negli Stati Uniti, dove vorrei provare un’esperienza calcistica in futuro”.

Già, gli USA: terra della libertà, dove tutti hanno la loro occasione, ma soprattutto terra di…barbe! In effetti l’attaccante italiano non è stato certo il primo a lanciare una moda del genere e nel Paese a stelle e strisce possiamo individuare due campioni di altri sport che della barba hanno fatto un “must”.

Chi si intende di NBA non può non ricondurre questa caratteristica a James Harden. Messosi in evidenza nella lega nel team degli Oklahoma City Thunders, è diventato lo scorso anno stella degli Houston Rockets che, grazie ai suoi canestri ed alle sue magistrali prestazioni, sono riusciti lo scorso anno ad approdare al play-off dopo anni di latitanza. Conosciuto in Italia come “il barba“, ha saputo stregare non solo i fan, ma anche il famoso commentatore ed esperto di basket Federico Buffa, che in suo onore indosso in studio una barba finta.

Passiamo dal basket al baseball, dove barba vuol dire Brian Wilson. La sua lunga barba nera è iniziata a crescere presumiblmente nel 2010, durante la sua militanza nei Giants. Per poter comprendere il personaggio, basta leggere la motivazione del colore della sua barba: “La barba nera? Il fatto è che giochiamo tante partite al sole…non è nera, ma abbronzata“. Come si fa a non amarlo? La sua moda ha conquistato compagni e tifosi che, se non avevano una barba propria, la indossavano finta. Epico il coro che gli dedicavano i supporters, gridando a squarciagola ad ogni match “Fear the beard” agitando vorticosamente le loro finte barbe nere. Di certo non temeva la sua barba la Virgin American Airlines, che ha varato nel 2012 un Airbus A320 “barbuto”, ispirato proprio al viso peloso del giocatore.

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Come abbiamo visto, le barbe nel mondo dello sport non mancano. Speriamo vivamente che Moscardelli riesca nel suo sogno di sbarcare in America, diventando il legittimo rappresentante del calcio italiano in questo ristretto e selezionatissimo club.

 

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