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Il nuovo attaccante del Napoli, Gonzalo Higuain, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport:

 Un mese di Napoli, Higuain: come è cambiata la sua vita?

«Sono qui da poco, ma il mio modo di essere non ha subito grandi variazioni. Sto conoscendo la città e la tifoseria, che è molto calorosa. Sono convinto che qui farò un’esperienza molto importante: società, allenatore e squadra sono di livello».

Veniamo subito al dunque: ritiene che questo Napoli possa essere vincente?

«Certo, nello scudetto dobbiamo credere, siamo competitivi e possiamo sognare nonostante la serie A sia difficilissima».

Chi potrebbe sbarrarvi la strada per il primo posto? 

«Le solite squadre, partendo dalla Juve che ha fatto capire le proprie intenzioni vincendo largamente la Supercoppa. Anche il Milan è messo bene, ha discrete individualità. Una su tutte, Balotelli, ovviamente. Nell’insieme, però, sono convinto che se facciamo le cose per bene, possiamo vincere».

È parso di capire che proprio questa convinzione l’ha spinta ad accettare le proposte di De Laurentiis: vero?

«In parte sì. Il presidente è stato molto importante, mi ha convinto subito e mi è piaciuto molto il suo progetto. Qui, c’è una gran voglia di vincere, lo scudetto manca da tantissimo tempo (23 anni ndr). E mi piacerebbe se dopo Maradona fossi proprio io a festeggiarlo con la gente di Napoli. So quanto Diego ami i napoletani e che cosa abbia rappresentato per questa città. Confesso che dentro di me avverto una sensazione particolare quando penso che lui qui ha giocato per 7 anni».

Napoli-Juve sarà la sfida nella sfida: ci sarà anche Higuain contro Tevez, con lo juventino che punta al ritorno in nazionale. 

«No, nessun confronto personale. Con lui ho un buon rapporto, è un grande giocatore. Ma io guardo a me stesso, a quello che dovrò fare per il Napoli in modo da poter confermare il posto in nazionale».

Lo scudetto, dunque, è alla vostra portata. Ma il cammino in Champions League è altrettanto prestigioso: che ruolo può svolgere il Napoli in questa competizione?

“Difficile dirlo. Gli avversari sono di livello internazionale, ma la squadra è stata attrezzata per reggere il confronto anche in Champions”

E se dovesse capitarvi il Real Madrid nel girone?

“Magari! Sarebbe sfizioso batterlo. E lo dico senza rancore. Da lì sono voluto andare via io, perché ho bisogno di giocare con continuità e a Madrid non mi è stato possibile farlo. Quando è iniziata la trattativa col Napoli, Ancelotti ha provato in tutti i modi a convincermi, a farmi restare. Ma io avevo già deciso e ho trovato il progetto del Napoli più interessante di altri che mi sono stati presentati”.

Dica la verità: le pesa la responsabilità di dover sostituire Cavani?

“Lui è andato via e sarà ricordato per i tanti gol segnati. Io sono qui e vorrei entrare nella storia del club come Maradona, perché il mio unico obiettivo è vincere. In ogni modo, eviterei confronti e paragoni, non servono. Ognuno di noi è consapevole delle proprie qualità e di quello che può dare. E io sono certo che a questo Napoli darò tanto”.

Il presente, invece, è legato a Rafa Benitez: qual è la sua impressione dopo un mese di lavoro insieme?

“È una delle ragioni per cui sono qui. Mi ha parlato, spiegato che insieme avremmo potuto fare grandi cose. Le sue parole mi hanno convinto, così come è stato importante nella mia scelta la carriera che ha avuto e tutto quello che ha vinto”

Scudetto col Napoli e titolo mondiale con l’Argentina: sarebbe troppo per lei? 

“Niente male. Ma non precorriamo i tempi, al Mondiale manca un anno e dobbiamo ancora qualificarci. Arriviamoci prima e poi sono certo che lo giocheremo a grandi livelli”.