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Walter Mazzarri

E’ terminata da pochi minuti la conferenza stampa di Walter Mazzarri in merito alla prima giornata di campionato della Serie A 2013/2014 che vedrà l’Inter ospitare a Milano il Genoa di Fabio Liverani. Come c’era da aspettarsi, le domande dei presenti sono state in gran parte dedicate al lavoro svolto fino ad ora e alle considerazioni sui nuovi arrivi, concedendo poco spazio alla partita di domani.

Inter lontana dalla prime ? – “Io parlo con il campo e poi vedremo dove siamo. Tutti sbandierano obiettivi, io sono abituato ai fatti, e come è successo in passato spero che alla fine arrivi qualcosa più di quanto si pensava”.

Inquietudine societaria ? – “Non mi interessa quello che si dice, mi interessa quello che faremo noi”.

“Partiamo da zero” – “Il calcio d’agosto non conta, serve solo a conoscere meglio la rosa, ma è necessario che passi ancora del tempo per fare al meglio le conoscenze. Giorno dopo giorno vedremo dove può arrivare questa squadra, ma stiamo partendo da zero, si apre un ciclo, ci sono tanti ragazzi giovani: in questo caso, gli addetti ai lavori seri dicono che ci vuole tempo, mi sembra che anche la gente che ho incontrato per strada ne sia coscienti.”

Napoli e confronti con il passato – “Non mi piace fare confronti, ma l’esperienza passata deve servire per non ripetere determinati errori. Ho dato dei consigli ai calciatori, all’esterno dico soltanto che le squadre che ho allenato in precedenza hanno sempre avuto un equilibrio tattico definito e un’identità precisa. E c’è stato anche un calcio propositivo che piace, anche in base agli uomini. Questo è ciò che cerchiamo. Ma i confronti col passato non mi piacciono”. “Ho sempre detto che a Napoli ho vissuto 4 anni importanti faccio volentieri il mio in bocca al lupo a tutti, alle persone che ci sono state vicine e alla gente che mi ha sempre dato forza e calore”

Staffetta per Mateo – “Devo capire quanti minuti ha nelle gambe. Ora sta bene, l’ho fatto giocare anche in Coppa Italia. Potrei fare una staffetta tra lui e un altro. Farlo entrare dopo o il contrario. Valuterò.”

Icardi e Belfodil – “Quello che è nella testa di ogni ragazzo quando va a casa non posso saperlo, ma per come si allenano credo che nessuno pensi ad altro se non a cercare di seguire al meglio l’allenatore. Siamo assieme da poco qualche errore ancora lo commettiamo, ma questo è normale e vedo tanta voglia di far bene”. “Ci sono i carichi di lavoro che valgono per tutti, alla prima di campionato i giocatori al massimo sono al 60-70% della forma, questo vale per tutti e anche per loro due che, in più, devono fare in fretta quel passo importante come è successo lo scorso anno ad Insigne, non è la stessa cosa giocare in una squadra di media fascia e in una con un grande blasone”.

Sul nuovo acquisto Taider – “Avevo già le mie convinzioni e me le ha confermate. Può giocare in diversi ruoli e per diversi moduli. Può ricoprire più ruoli degli schemi che ho utilizzato in passato. Mi fa piacere perché nel calcio moderno bisogna essere eclettici. Mia richiesta? Le discussioni con la società rimangono all’interno della società”.

Chi ben comincia … – “Partire bene fa sempre bene perché crea fiducia, soprattutto quando c’è un allenatore nuovo, fa bene anche ai giocatori. Il tifoso che viene allo stadio deve far sentire calore alla squadra, se un giocatore sbaglia e c’è scetticismo sbaglia ancora di più. L’ho detto anche a Napoli, dove c’è subito entusiasmo e poi si passa allo scoramento. Un giocatore deve essere messo nella condizione migliore. Se il tifoso lo capisce ci dà una grande mano.”