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Barcelona's Busquets celebrates after scoring against Chelsea during their Champions League soccer semi-final in Barcelona

Sergio Busquets ha rinnovato il proprio contratto con il Barcellona fino al 2018. Una notizia normale e ordinaria se non fosse per la clausola rescissoria da capogiro che la società ha siglato di comune accordo con il giocatore: ben 150 milioni di euro.

Per carità Busquets è un ottimo giocatore, prezioso per i blaugrana quanto per la nazionale spagnola, ma la cifra sembra un po’ esagerata, considerando che calciatori come Cavani, Falcao e Neymar avevano clausole molto più basse (71, 65 e 64 milioni circa) prima di essere sradicati dai loro rispettivi nuovi club. Ma per il Barcellona non è una novità legare i propri atleti con clausole praticamente impossibili da sciogliere.  Per comprare Messi ci vogliono minimo 250 milioni, prezzo però destinato a lievitare se si aggiungono le salate tasse spagnole. Un po’ meno dell’argentino ma comunque abbastanza  sono le clausole rescissorie di Iniesta, Xavi e Fabregas, fissate tutte a 200 milioni di euro. Persino sullo “stagionato” Puyol pende una clausola che alta è dire poco: 180 milioni. E anche se ci si sposta a Madrid le cifre non scendono. Ci vogliono 200 milioni per comprare Ozil e addirittura 1 miliardo per Cristiano Ronaldo.

Insomma più che per il senso d’appartenenza e l’attaccamento alla maglia questi campioni non si muovono perché è difficile raccogliere una somma del genere per procedere al loro acquisto. Così i club si proteggono da blitz di grossi magnati intenti a fagocitare i migliori talenti nel roster della propria squadra. Difficile quindi che il giovane centrocampista spagnolo parta, a meno che non lo voglia il Barca…