SHARE

lorenzo silverstone 2013Gara pazzesca! Chi ha avuto altro da fare dalle 14.00 in poi si è perso un grande spettacolo. Fa notizia che a vincere non sia stato il solito Marquez, e che cacchio, dopo 4 gare qualcosa doveva pur cambiare. Vedere Jorge Lorenzo, stremato, e sorridente, al traguardo è un qualcosa di meraviglioso.

La gara parte come al solito, partenza a bomba di Lorenzo e Marquez, gli altri dietro. Pedrosa scivola al sesto posto. Primi giri interlocutori, al quinto però si delinea il setting della gara. Lorenzo in fuga, tallonato da Marquez, e Pedrosa a distanza di sicurezza. Le tornate passano, arrivati all’undicesimo giro, però, si aprono le danze. Pedrosa accorcia il distacco e si mette a meno di un secondo dal duo di testa che continua a danzare all’unisono, ritmo rotto solo da alcune puntate di Marquez, incapace di fare il ragioniere e sempre pronto a buttarsi nello spazio.

Dietro è il solito mucchio selvaggio. Lo guida Bautista, Bradl fa da tappo a Valentino e Crutchlow guarda tutti a distanza di sicurezza. Le cose cambiano quando Rossi riesce a passare il tedesco e a mettersi alla caccia di Bautista. Dietro il nulla più totale, le Ducati si litigano la posizione con Smith ma non riescono a venirne a capo. La fuga “solitaria” di Bautista dura poco, Rossi infatti lo mette nel mirino e gli ultimi cinque giri sono il solito susseguirsi di sorpassi, tentativi di infilata e staccate ritardate. Fanno tanto spettacolo.

A tre giri dalla fine le cose in testa sembrano aver preso una fisionomia precisa. Pedrosa molla, e resta staccato. Marquez rompe gli indugi, e infila Lorenzo. Poche curve dopo Lollo compie il controsorpasso e si riprende la prima posizione che fino a quel momento aveva difeso con le unghie e con i denti. Trotterellano a ritmo di valzer fino al termine dell’ultimo giro. Pedrosa tira i remi in barca, Marquez allarga tutte le traiettorie come per prepararsi all’attacco e Lorenzo sembra quasi rallentare per aspettarlo. La resa dei conti è prossima.

Curva a sinistra, passa Marquez, Lorenzo cerca la corda, ma Marquez stringe bene. Curva a destra, Marquez frena, Lorenzo NO. Infila il “cabroncito” e si rimette in testa. Ultimissimi metri a motore strozzato, arriva sul traguardo a 8 centesimi da Marquez, vince, e probabilmente sotto al casco, piange. Dietro di loro arriva Pedrosa. Rossi supera Bautista e si prende la quarta piazza, che sembra oramai il massimo a cui può aspirare. Staccatissimo dai tre di testa. A due giri dalla fine, ennesima, amarezza per la Ducati, cade il Dovi.

Lo scrivo a fondo pagina perchè il mio è un pensiero molto personale, anzi un’analisi molto personale. Per chi non lo sapesse, nel warm up di stamattina Marquez ha fatto un bel volo a 300 all’ora, spalla lussata, fatta rientrare in sede e antidolorifico di rito. E’ salito sulla moto, ha dato spettacolo e non ha per niente risentito del danno. Eccezionale. Lorenzo è da encomio. Le Honda vanno il doppio ( vedi Valentino e Crutchlow ), ma lui non si perde mai d’animo, guida pulitissimo, fa scorrere la moto, consuma i cordoli, stringe tutte le traiettorie perchè sa che meno strada fai meno tempo ci impieghi a finire un giro, la percorrenza è minima. Vince perchè lo ha fortissimamente voluto. Perchè ci ha creduto. Mi hai fatto piangere.

ordine arrivo silverstone