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Condividevano la carriera da calciatore, entrambi ex capitani dei loro team, uno giocatore grinta e aggressività, l’altro tecnica e piedi educati: Gattuso e Liverani adesso condividono anche il mestiere di allenatore. Mestiere duro, specialmente in determinati casi; altro punto in comune tra i due è il sedere su panchine notoriamente bollenti, essendo dipendenti rispettivamente del vulcanico Zamparini e del volubile Preziosi.

I due presidenti lo scorso anno non si sono smentiti,  cambiando più e più volte allenatore senza però ottenere visibili risultati in classifica. Zamparini alla fine si è detto pentito dell’esonero di Sannino (primo della serie) che gli è costato la B, mentre Preziosi non ha fatto nessun “mea culpa” su quanto accaduto. Fatto sta che ora in panchina ci sono due tecnici giovani ed inesperti, alla mercè dei “tritatutto” del campionato italiano.

Gattuso è una garanzia, con lui andremo avanti a lungo e raggiungeremo di nuovo la A“, affermava sorridente Zamparini a inizio campionato.

Liverani lo osservavo già da tempo, volevo ingaggiarlo prima ma adesso è pronto. Ha la mia completa fiducia“, asseriva rassicurante Preziosi.

Bene, analizziamo l’andamento delle due squadre: il Palermo di Gattuso è uscito immeritatamente dalla Coppa Italia contro il Verona (squadra di serie A), ha pareggiato la prima in campionato e perso le ultime due. Magicamente la fiducia di Zamparini ha cambiato tono: “Gattuso? Tutto dipenderà dalla partita di Padova“.

Idem per il buon Liverani: sconfitta all’esordio con l’Inter e pioggia di gol contro la Fiorentina: “Il mio miglior proposito? Riuscire a tenere Liverani“.

Risultati non certo eclatanti, ma si tratta dell’inizio di stagione ed i neo-coach avrebbero bisogno di maggiore fiducia. Le mani dei due presidentissimi già pizzicano, pronte a firmare un foglio di esonero e ricominciare per l’ennesima volta daccapo. Impareranno mai la lezione? Per il bene di Gattuso e Liverani, speriamo proprio di si.