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fonte: TrappolaDelFuorigioco

La penisola iberica è un cumulo di tradizioni calcistiche sin da quando gli inglesi portarono il football nelle fabbriche di Bilbao e delle cittadine limitrofe. Tra queste c’è Sestao. Terra di cantieri navali e di altoforni che all’inizio del secolo XX vede nascere una squadra che indossa una maglietta neroverde, il Sestao Sport. È il 1916.

Il club il primo grande salto lo fa però solo dopo la Guerra Civile, quando grazie alla riforma della Segunda División la squadra è ammessa alla categoria cadetta. In realtà dura poco l’allegria a Sestao perché la squadra retrocede in Tercera División l’anno seguente e rimarrà lì fino al 1954 quando otterrà la promozione in Segunda. Sestao-River-4-280x300 In quel periodo, Patxo Etxegibel, una persona molto legata alla vita sociale del Sestao e fiero sostenitore della squadra della sua terra d’origine (l’Argentina), cominciato a chiamare River il club basco che gioca sulle sponde del fiume Nervión. Gli inglesi hanno portato il football a Sestao e ora gli argentini importano l’inglesità del River nel Sestao: tutto quello che ha a che fare col football a Sestao conduce oltremanica. Il soprannome calza bene al Sestao per il bel gioco che esprime e perché in quegli anni la squadra somiglia, a detta di tutti, al River Plate che sta girando per l’Europa. Infatti, all’apice della sua fama mondiale il vero River inizia proprio in Spagna un tour che tra il 1951 e il 1952 lo porta giocare nelle nazioni europee con maggiori tradizioni calcistiche. Non è più il River Plate de La Maquina Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna, Loustau, vincitore di quattro titoli nazionali tra il 1941 e il 1947 grazie a un gioco fatto di fitti passaggi che anticipano un po’ il calcio totale alla olandese. È comunque il River Plate del portiere Carrizo e de La Maquinita che accanto ai vecchi Labruna e Loustau schiera Vernazza, Eliseo Prado, e l’uruguagio Walter Gómez, Una squadra che in Argentina vincerà cinque dei sei campionati disputati tra il 1952 e il 1957.

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Nel dicembre del 1951 la squadra bonaerense gioca la prima partita del tour europeo a Bilbao e perde 5-2 contro l’Athletic. Parte poi per Madrid e il bilancio torna in parità. Nella capitale spagnola si confronta con l’invincibile Real Madrid e vince per 4-3 e poi al Metropolitano con i loro rivali dell’Atlético Madrid e pareggia 3-3. Nel 1952 il River gioca vari match in Italia. La prima squadra contro cui si confronta è il Napoli e lo batte 2-1. Dopo esser stati ricevuti dal Papa in Vaticano, disputano un incontro con la Roma che finisce in parità, 1-1. Partono quindi per il nord dove incontrano il Torino. Il Comunale vede il Toro strappare un pareggio per 3-3 ai campioni argentini, ma il match ha un significato ben più profondo per gli spettatori visto che il River Plate è una delle squadre che ha aiutato il Torino dopo la tragedia di Superga. A Milano e Genova gli argentini giocano partite contro le squadre miste  Milan-Inter e Sampdoria-Genova e, quindi, se ne vanno in Svizzera. Lì affrontano il Lugano, che travolgono 9-0 e più tardi il Servette, con cui anche vincono ma solo per 4-3. Adesso Tocca al Racing Parigi in Francia e poi la grande impresa. In Inghilterra si misurano col Manchester City e sotto una gran nevicata ottengono una storica vittoria per 4-3, la prima vittoria di un club argentino in Inghilterra, grazie a una doppietta di Labruna e ai gol di Vernazza e Gómez.

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La squadra con la banda rossa chiude il giro affrontando il Celta Vigo e lo Sporting Portugal che batte 5-1. Quattordici partite, sette vittorie, sei pareggi e un’unica sconfitta, all’esordio, a Bilbao. Il vero River abbandona l’Europa nel febbraio 1952, lasciando dietro di sé una grandissima impressione e, inconsapevolmente, un soprannome alla società basca di Sestao. Un soprannome che ben presto fa presa e viene conosciuto in tutto il resto della Spagna. La storia congiunta del Sestao e del suo soprannome River continua fino al 1996. Nell’anno dello scioglimento per problemi economici del Sestao Sport il calcio però assiste alla nascita del Sestao River. La banda rossa del club bonaerense diventa la seconda maglietta del Sestao e un nuovo River ricomincia a correre per i campi di calcio. La squadra neroverde che ha dato leggende al football spagnolo come Lezama o Irureta continua a essere, come dice il suo motto, Algo mas que el orgullo de un pueblo. Niente più che l’orgoglio di un paese.

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Pubblichiamo la seconda parte dell’approfondimento sulla storia del calcio nella Spagna del Nord. Il primo articolo riguardava calcio e politica nei paesi Baschi del dopoguerra; lo potete trovare a questo link. La seconda parte, così come la prima, è stata scritta da Víctor Gómez Muñiz (@RussoBCF) e tradotta da Federico Greco (calcioromantico.com). Tra parentesi trovate i loro contatti Twitter/blog, vi consiglio di seguire entrambi.