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Roberto_Carlos

Non è una cosa usuale e ordinaria nel calcio quella di attaccare pubblicamente un tuo ex compagno con cui ti conosci da più di dieci anni. E quando lo fai si alza inevitabilmente un polverone di polemiche. Lo sa bene Roberto Carlos, ex gloria brasiliana attualmente dirigente della squadra turca del Sivasspor, ma fino a poco tempo fa sotto contratto con l’Anzhi di Samuel Eto’o, ora al Chelsea. Ed è proprio Eto’o il bersaglio degli attacchi dell’ex terzino brasiliano, che ha raccontato, senza peli sulla lingua,  il periodo in cui lui e il camerunense erano nel club del Daghestan.

Il Campione del mondo 2002 si sofferma sui motivi del suo addio alla squadra russa, nella quale assurgeva ad un ruolo da calciatore prima e da dirigente poi. In Russia Eto’o ha fatto di tutto meno che giocare a calcio” dice Carlos: “All’inizio non c’erano stati problemi e tutto sembrava filare liscio, ma ad un certo punto Eto’o ha iniziato ad ambire a ruoli più alti del semplice calciatore, voleva prendere il mio posto e quello dell’allenatore, Guus Hiddink. Noi dicevamo una cosa e lui ne andava a riferire un’altra ai compagni. Questo comportamento mi stavo logorando e per questo decisi di andarmene. E l’ho fatto per davvero, pur avendo altri quattro anni di contratto, ho trovato un accordo e ho lasciato il club”.  Un comportamento, quello del camerunense, che, raccontato da Roberto Carlos, appare molto strano e getta ombre sulla sua condotta. “Io e Samuel ci conosciamo da quando lui aveva 16 anni” prosegue il brasiliano: “E lui mi è sempre piaciuto, ma alcuni suoi comportamenti lo portano a pensare a se stesso e non al gruppo, risultando deleterio per lo spogliatoio”. La descrizione di Carlos dipinge l’attaccante africano come un egoista e lo delinea come principale artefice dell’addio del brasiliano all’Anzhi. Il camerunense è stato ceduto appena due settimane fa al Chelsea. Mourinho stia attento…