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Fabio-Cannavaro

E’ stato lui l’ultimo italiano a vincere il Pallone d’Oro: Fabio Cannavaro compie 40 anni a Dubai, dove ha concluso la sua gloriosa carriera. Il difensore, ex di Juve, Real, Inter, Parma e Napoli, prima dell’approdo all’Al-Ahli, dove ha concluso la sua carriera, è stato anche Capitano nella Nazionale italiana, vincitrice della Coppa del Mondo nel 2006. Un’icona del nostro calcio che, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ha intrapreso la carriera di Direttore Sportivo nella sua ultima società.

L’INFANZIA Fabio ripercorre i primi momenti della sua carriera, ed è estremamente soddisfatto della parabola ascendente che ha intrapreso: “Non posso lamentarmi, dalle partitelle per strada sono arrivato sul tetto del mondo. Ho avuto la fortuna di conoscere il miglior giocatore della storia, Maradona, e di aver vinto tanti trofei nella mia carriera. Mi sono tolto la soddisfazione di sconfiggere anche tanti luoghi comuni“.

IL NAPOLI Non poteva non soffermarsi sul Napoli, in cui ha militato per 3 anni, dove gioca tuttora suo fratello Paolo: “Benitez ha aggiunto quel tocco di internazionalità che mancava dopo l’eccellente lavoro svolto da Mazzarri: è partito molto bene, ma non si può giudicare il suo operato dopo appena due partite. Il Borussia al San Paolo è un grande appuntamento, sono certo che lo stadio regalerà emozioni uniche: il girone è difficile, il Napoli non parte favorito ma deve scendere in campo con la convinzione di poter dare fastidio a tutti“.

Oltre alle coppe, c’è un campionato mai così incerto negli ultimi anni: “In campionato il discorso è diverso, la Juve parte favorita ma subito dopo c’è il Napoli, che può vincere. Nella corsa metto anche Milan, Fiorentina e Roma, occhio anche all’Inter che non ha le coppe“.

HAMSIK-HIGUAIN Parole al miele per Marek Hamsik, che le prime due giornate ha indossato la fascia da capitano: “E’ un giocatore fantastico, e non perchè ha messo a segno 4 gol nelle prime 2 partite: è forte per quello che fa per la squadra“, e per il nuovo acquisto Higuain, che sembra essersi inserito al meglio nei meccanismi della squadra: “Ci ho giocato insieme al Real, era giovane ma mi ha stupito fin da subito. Non sembra veloce ed elegante, invece è velocissimo e molto efficace, un attaccante straordinario anche se è molto diverso da Cavani“.

PAOLO IN PANCA Inevitabile anche la domanda sul fratello Paolo, relegato in panchina da Benitez nelle prime due uscite stagionali: “E’ una scelta tecnica, Paolo deve restare concentrato e lottare per la maglia come ha sempre fatto: non c’entra niente il ruolo, se era titolare con Mazzarri era solo merito suo. Se poi non troverà spazio io gli consiglio di darsi un’occhiata attorno, a 32 anni puoi dare ancora tanto e io ne so qualcosa. Per quanto riguarda il contratto a presenze Paolo l’aveva firmato per giocare nella squadra della sua città, adesso il progetto è cambiato e mi sembra giusto che venga adeguato“.