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arbitro accorsi

L’arbitro è il film d’esordio del regista Paolo Zucca, candidato nella sezione “Giornate degli autori” della Mostra del Cinema di Venezia 2013. Il film è diviso in tre prevalenti trame che si svolgono contemporaneamente. La storia di un arbitro di calcio alla ricerca del successo internazionale, accecato dall’ambizione di arbitrare una finale europea che vuole raggiungere ad ogni costo, compreso quello dell’imbroglio e della corruzione; la vicenda di una squadra di paese sarda, l’Atletico Pabarile, continuamente vessata dalla squadra nemica del Montecrastu, entrambe relegate nell’infima terza categoria sarda e, per ultimo, la rivalità interna di due cugini calciatori di Montecrastu, che, nonostante il legame di parentela, non esitano a vendicarsi dei reciproci atti di violenza verso i propri beni.

TRAMA- L’equilibrio iniziale viene rotto dal ritorno a Pabarile di Matzetzu, figlio di una famiglia del luogo partita molti anni prima per l’Argentina nella vana ricerca di fortune. Il nuovo arrivato è appassionato sia del calcio che della figlia dell’allenatore cieco dell’Atletico Pabarile, il quale , non appena verrà a sapere della bravura del ragazzo con il pallone, non esiterà a metterlo in squadra. Matzetzu porterà a suon di gol il Pabarile dal fondo della classifica fino ai primissimi posti, in un avvincente testa a testa con i rivali del Montecrastu, i quali arriveranno al punto di corrompere l’arbitro nella partita del Pabarile contro un’altra squadra del campionato. Ma, scoperto l’inganno, il fazendero Brai, che guida il Montecrastu, decide di giocare un ultimo, entusiasmante incontro, fra le due squadre rivali per stabilire le sorti del campionato. Quest’ultimo match sarà diretto da Cruciani, l’arbitro la cui storia si svolgeva in parallelo, relegato nella terza categoria per aver manipolato e corrotto una partita di coppa europea.

UNA COMMEDIA CHE FA RIFLETTERE- Ben strutturato e con molti risvolti ironici, il film è rappresentato esclusivamente in bianco e nero, mescolando così il tempo presente a quello passato ed evidenziando la sostanziale immobilità dell’ambiente agreste italiano (e sardo), nel quale il calcio diventa pastorale e spontaneo. L’intero paese di Pabarile vive di calcio. Dalle donne ai bambini, il pallone occupa sempre i pensieri degli abitanti, anche in circostanze di lutto come un funerale o di festa come un matrimonio. La rivalità, poi, fra i due paesi, Pabarile e Montecrastu,, è aspra e talvolta sfocia nell’odio; non mancano tentativi di corruzione e scorrettezza messi in atto dalle due parti. Un campanilismo agguerrito che fa riflettere come non sia solo una situazione regionale o di categoria, ma un morbo che dimora in tutto il Bel Paese. I colori in bianco e nero dell’intera pellicola marcano il fatto che, nonostante i tempi moderni abbiano cambiato alcune cose, sostanzialmente siamo rimasti uguali a tanti anni fa. La rivalità sportiva sfocia nell’inimicizia personale, proprietà che avevano i comuni trecenteschi italiani e che tutt’ora non abbiamo estirpato. In tutto questo l’unico che può riordinare la situazione è l’arbitro, il quale però è vittima delle stesse influenze delle due rivali, e si trova costretto a scegliere il male minore. Le sequenze scorrono bene e anche la scena più cupa sa essere divertente e ben orchestrata. “L’arbitro” è un film innovativo anche dal punto di vista dei contenuti. Siamo calati in un mondo dove il calcio diventa una religione che sostituisce quelle tradizionali. Amaro, purtroppo, ammettere che non è nemmeno un film troppo astratto. Anzi, di realtà ce n’è molta.

USCITA CINEMA: 12/09/2013

GENERE: Commedia

REGIA:  Paolo Zucca

SCENEGGIATURA: Paolo Zucca e Barbara Alberti

ATTORI: Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Francesco Pannofino, Marco Messeri, Benito Urgu, Jacopo Cullin, Alessio Di Clemente

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