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Hamsik, Pepito Rossi, Vidal, Callejon e Paulinho: sono questi i primi posti della classifica marcatori dopo tre giornate di Serie A, ed assieme a grandi nomi figura anche quello dell’attaccante del Livorno, pupillo del presidente amaranto Aldo Spinelli, che puntualmente ne tesse le lodi ogni volta che parla con la stampa, non solo da calciatore ma anche come uomo. Ed il centravanti brasiliano, molto corteggiato dalla Sampdoria in estate ed avvicinato addirittura a Tottenham e Juventus, ha dichiarato all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”:

“Sono felice di essere rimasto al Livorno, anche se sarei potuto andare altrove. Non dico durante questa sessione di mercato ma in passato, quando ho sostenuto dei provini importanti. Però mi piace partire da più dietro e ricordare alcuni miei vecchi compagni di squadra alla Juventude, in Brasile…c’erano Thiago Silva ed Ederson, Dante del Bayern Monaco, la vecchia conoscenza di Siena e Catania Fernando Menegazzo, il centrale Naldo…uno squadrone!”

IN CERCA DI FORTUNA – “Quando lasciai il mio Paese sarei potuto approdare ad Inter, Roma o Torino. Feci dei provini, con i nerazzurri restai meno di una settimana ma ebbi l’occasione di allenarmi accanto a gente come Materazzi, Recoba ed Adriano. Non ebbi fortuna. Coi giallorossi arrivai assieme al mio amico Felipe Spellmeier, un vero fenomeno; dopo un pò però ha smesso, non aveva la testa per continuare, anche se lui venne tesserato ed io no”.

SAUDADE –  Paulinho conclude: “Tentai anche col Chelsea di Mourinho: sentii molto il passaggio dal Brasile a Londra, lui mi vide in difficoltà, si avvicinò, parlammo in portoghese, mi disse: “hai grandi potenzialità, ma devi crederci di più’. Mi è servito, da lì ha avuto inizio la mia storia al Livorno“.

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