SHARE

El Kaddouri

Stagione 2012/13, arriva a Napoli un talento classe 1990, si chiama Omar El Kaddouri, promette benissimo, definito il nuovo Hamsik ed esaltato dal suo procuratore. Sembra il preludio all’esplosione di un nuovo artista del pallone, pronto ad incantare la platea partenopea, già infiammabile con poco, figuriamoci con una delle sue proverbiali serpentine. Questo era il progetto, ma non andò così.

El Kaddouri finì prima in tribuna, poi in panchina ed infine solo qualche sporadica apparizione a risultato già acquisito o in situazioni critiche chiamato a sbrogliare una matassa più grande di lui in pochissimi minuti. Non sembra proprio il suo anno, il suo ambiente e molto probabilmente neanche l’allenatore in grado di comprenderlo.

A fine stagione dopo averlo riscattato per intero il Napoli lo manda in prestito con diritto di riscatto della comproprietà a Torino dove sta cercando di ritagliarsi un ruolo da protagonista. Il centrocampista granata ora ha in testa solo il campionato con il club piemontese: “Bologna? Sarà dura perché in casa si difendono in undici. Non dobbiamo farci trarre in inganno dai loro due punti in classifica. E poi, hanno Bianchi e Diamanti. Ma se prepariamo la partita come abbiamo sempre fatto possiamo vincerla. Dovremo essere compatti, avere pazienza in fase di possesso palla e poi colpirli. Non ci stupisce la nostra forza. E potevamo avere più punti con un po’ di fortuna e scelte arbitrali diverse. Ma se manteniamo questa mentalità possiamo toglierci molte soddisfazioni. Ora però dobbiamo portare punti a casa

Parla poi della concorrenza con Farneraud: “Non mi spaventa, più c’è più si è stimolati a dare il massimo. E con Alexander parlo spesso perché soltanto io e Basha ci esprimiamo in francese. Fuori dal campo siamo amici, ma in campo ci giochiamo la maglia da titolare

Il calciatore marocchino non ha rimpianti per l’addio del Napoli, che sta ben figurando anche in Champions League: “Qui sto benissimo, mi piace la città, la squadra. Avevo bisogno di giocare, sono contentissimo di quello che sto facendo al Toro. E sono felice della mia scelta: in quattro partite in granata ho giocato più di tutta la passata stagione. Voglio fare bene con questa maglia anche per dimostrare che l’anno scorso a Napoli si sono sbagliati su di me. Il Toro è una squadra importante, con tanto di blasone: quando ne parlo in Belgio la conoscono tutti. E poi ha tifosi unici. Possibilità che io rimanga? C’è, poi devono essere i presidenti a mettersi d’accordo”.

Chiude con un pensiero sul derby della Mole: “Sinceramente non ci stiamo ancora pensando. Dobbiamo prima giocare contro Bologna e Verona, c’è tempo. Soltanto da giovedì avremo la testa al derby. Se cominciassimo adesso a puntare al derby sarebbe assolutamente negativo perché rischieremmo di preparare meno bene le altre due gare. E poi arriveremmo alla partitissima troppo carichi e con troppo tensione. Fidatevi, è meglio pensarci da giovedì”.

Sembra un El Kaddouri più maturo e probabilmente pronto a quell’esplosione, seppur con 12 mesi di ritardo.

SHARE