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San_Nicola_Notte_esterno

Il quarto stadio più grande d’Italia e il maggior impianto sportivo della Puglia con una capienza di 58.270 spettatori, verrà abbandonato dal Bari, padrona di casa da 23 anni della cosiddetta “Astronave”.

Parliamo del “San Nicola”, progettato da Renzo Piano e famoso per la formazione a petali (26 per la precisione) del secondo anello: ogni “petalo” dista 8 metri dall’altro, ciò permette l’isolamento di gruppi di tifosi ospiti impedendo scontri tra tifoserie. Impianto avveneristico all’epoca della sua inaugurazione,  è l’unico stadio al mondo ad essere privo di ombre sul campo durante le partite in notturna, soluzione ottenuta grazie all’idea di diffondere l’impianto d’illuminazione lungo tutto il perimetro della copertura.

Ma cosa spinge la squadra della città a lasciare l’amato San Nicola? Il classico tira e molla tra dirigenti della società e Comune. Una querelle che va avanti da mesi. Prima non c’era dialogo, poi la richiesta di un incontro chiarificatore  al sindaco Michele Emiliano che ha chiaramente sancito «Il Bari gratis non può più giocare. La nostra posizione è che si occupino della manutenzione fin quando non termina la riconsegna al Comune».

Però la società non è più intenzionata a sostenere i costi di gestione. Scartate le ipotesi di fitto per le partite interne, definitivo eccessivamente oneroso dalla società, e messa da parte l’ipotesi di un canone da corrispondere per ogni gara al Comune che dovrebbe poi gestire il San Nicola per il resto della settimana, la situazione è praticamente bloccata. Eppure segnali erano stati lanciati dalla stessa società. Ad inizio agosto la sede sociale del club era stata trasferita altrove per insostenibilità dei costi gestione, mentre il sindaco Emiliano invitava il club a farsi carico della struttura come fatto fino a qualche anno fa, quando è venuta meno la convenzione che garantiva alla società la gestione in esclusiva dell’impianto (tra l’altro ci sarebbe anche un progetto di riqualificazione di Renzo Piano, che renderebbe lo stadio più moderno e capace di autosostenersi con l’utilizzo dello stesso sette giorni su sette).

Ma ormai le divergenze economiche sembrano insanabili ed è tempo per il Bari di scegliere la nuova location.  Alle già paventate ipotesi rappresentate da Andria e Lecce (quest’ultima davvero improbabile), si è aggiunta ora quella della vicina Locorotondo. A lanciare l’invito, tramite le pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno, è stato l’imprenditore Pietro Scatigna, ex presindente della locale formazione di calcio: “Tutto molto semplice. Visti i problemi che l’As Bari Calcio ha con il campo di gioco, cioè con lo stadio San Nicola, invito il presidente Matarrese a portare la squadra a giocare le partite interne a Locorotondo. L’Ufficio Tecnico mi ha spiegato che l’attuale capienza è di 1.800 spettatori. Per il resto le omologazioni ci sono tutte”.

“Le spese me le accollerei io – assicura l’imprenditore – Sono stato abbonato per 32 anni, sono tifosissimo del Bari. E’ desolante vedere nemmeno mille persone al ‘San Nicola’. E allora potremmo riportare la capienza del Comunale di Locorotondo a circa  quattromila spettatori, i parcheggi sono ok. Sono certo che sarebbe un successo”.

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85