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Roberto Mancini ha detto la sua sul momento attuale vissuto da Mario Balotelli, suo ex giocatore prima all’Inter e poi al Manchester City dove insieme hanno vinto numerosi trofei. L’ex manager dei Citizens, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha dichiarato:

GOOD GUY “Gli voglio bene perché è innanzitutto un bravo ragazzo. E’ caduto in una spirale: ormai tutti i difensori del mondo sanno che bastano due calcioni per fargli perdere la testa e si comportano di conseguenza. In Inghilterra mi è capitato di prendere a male parole qualche suo marcatore, è successo nei casi in cui la provocazione era proprio plateale. Chi più chi meno, tutti provano a farlo cacciare”. 

MATURITA’ – Mancini aggiunge: “Mario deve riuscire a resistere agli attacchi di rabbia. Deve interrompere la spirale: se si spargesse la voce che non reagisce più, dopo un po’ non verrebbe più stuzzicato. Ma una certa quota di pedate deve metterla in conto comunque, è il destino di quelli fortissimi: se non ce la fanno a fermarti con le buone, ci provano con le cattive. E’ il calcio. Modestamente, anche io ho preso di quelle mazzate…”. 

AL MILAN – “Direi che Allegri lo sta gestendo bene, le frasi che ho letto in questi giorni mi sono sembrate adeguate all’episodio. Non è facile allenare Mario, perché quando la rabbia non lo sconvolge lui ascolta pazientemente tutti i tuoi rimproveri e promette di non sbagliare più, di frenarsi. Ed è sincero. Ma appena arriva un nuovo raptus, si torna al punto di partenza”. 

TUTELA – “I grandi giocatori sono comunque tutelati più degli scarponi, com’è giusto, e non mi spingerei oltre: cartellini dove ci vogliono, anche rossi in caso di provocazione a palla lontana, ma nessun trattamento particolare. Ripeto: il destino dei grandissimi è anche quello di subire molti falli. E di sopportarli”. 

I COMPAGNI DI SQUADRA –
 “Una volta, quando il calcio andava poco in tv, molti campioni avevano la guardia del corpo, il mediano che intimidiva chi voleva picchiare la star. Beh, è una figura che praticamente non esiste più. Adesso il compito dei compagni più esperti è quello di consigliare i giovani e, al caso, arrabbiarsi con loro. A Manchester tutti volevano bene a Mario e cercavano sempre di aiutarlo, soprattutto nei periodi in cui era più ombroso. Quando venne ceduto trovai parecchi musi lunghi dentro lo spogliatoio”. 

LEADER – Mancini termina così: Balotelli è straordinario, il Milan se lo goda senza chiedersi troppo se sia o non sia un leader. Le etichette non contano. Devi accettarlo per quello che è – e tecnicamente è super – nella speranza che riesca a rovesciare la spirale di cui si diceva. Aspetto il momento in cui lo vedremo resistere a un attacco di rabbia: quando succederà, potremo dire che il primo fondamentale passo sarà compiuto”.

FOTO – Eamonn & James Clarke