martedì, Gennaio 25, 2022

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Savoia Calcio, il sogno scudetto nel 1924 e i meravigliosi anni 90

La storia di una delle società più antiche dell’Italia Meridionale: il Savoia

È la società più antica della Campania con una storia ultracentenaria. Una storia che deve le sue origini alla Canopic, nave inglese che, sbarcata nel porto di Torre Annunziata, lanciò una nuova moda: il football. Cinque campionati di A (prima della creazione del girone unico), cinque di B, un titolo di “Campione d’Italia centromeridionale” e un sogno, quello di diventare campione d’Italia, sfumato solo nella doppia finale del 1924 persa contro l’imbattibile Genoa. Oggi vi raccontiamo la storia del Savoia. Torre Annunziata all’inizio del XX secolo era il secondo polo commerciale e industriale più importante dell’Italia Meridionale, dietro alla sola Napoli. Per tale motivo il porto pullulava di navi mercantili piene di marinai che, fra uno scarico merci e l’altro, rincorrevano un pallone di cuoio. Il football venne introdotto nella “Manchester del sud” in questo modo e, il 21 novembre 1908, da un gruppo di industriali di molini e pastifici, venne fondata l’Unione Sportiva Savoia. Nessun documento ufficiale chiarisce l’origine del nome, ma vi sono tre ipotesi. La prima lo fa risalire al classico incitamento dei soldati sabaudi(“Avanti Savoia”); la seconda lo vede come un omaggio alla famiglia regnante; infine la terza lo collega al luogo dove venne fondata la società: il cinema-teatro Savoia di Torre Annunziata. Nessun dubbio, invece, sul motivo della scelta del colore sociale: si scelse in bianco in onore della principale materia prima dell’economia torrese dell’epoca, la farina. Dopo l’affiliazione alla FIGC nel 1915, per cinque anni i bianco-scudati disputarono una serie di incontri a livello esclusivamente regionale contro gli appassionati di Castellammare e di Napoli, oppure contro i marinai inglesi che sbarcavano in terra torrese.

Ad un passo dallo scudetto

La nave "Canopic" ancorata nel porto di Torre Annunziata.
La nave “Canopic” ancorata nel porto di Torre Annunziata.

 Nei primi cinque campionati degli anni venti, il Savoia toccò il suo massimo picco, disputando 5 campionati di I divisione (la massima seria nazionale) e sfiorando addirittura lo scudetto nel 1924. All’epoca esistevano due leghe (quella nord e quella sud) che erano composte in tutto da 45 società, divise in gironi. Lo scudetto veniva assegnato al termine della doppia finale fra le “regine” delle due leghe. Al termine della stagione 1923-24 il Savoia si laureò “Campione dell’Italia centromeridionale” superando l’Alba Roma nella decisiva sfida e raggiunse quindi la possibilità di sfidare il formidabile Genoa nella finale per il titolo. Fu un evento dalla portata storica per la città torrese e il troppo timore reverenziale nei confronti degli avversari (fra le cui fila militavano ben 7 nazionali), probabilmente, fu la determinante principale della sconfitta per 3-1 nella gara d’andata disputata a “Marassi”. Il ritorno fu una vera e propria festa: l’intera comunità era in fermento per l’arrivo dei “Grifoni” e li accolse con applausi e fiori. Il sindaco salutò i genoani direttamente in Municipio e donò loro pacchi della migliore pasta di Torre Annunziata.La gara di ritorno finì 1-1, il Genoa si laureò campione d’Italia, ma con questo risultato il Savoia entrò nella storia del calcio italiano: fu la prima squadra dell’Italia centromeridionale a terminare imbattuta una partita contro una squadra dell’Italia settentrionale.

I quotidiani sportivi dell'epoca al termine della doppia finale tra Genoa e Savoia.
I quotidiani sportivi dell’epoca al termine della doppia finale tra Genoa e Savoia.

ALTI E BASSI

Gli anni a seguire furono un susseguirsi di alti e bassi, contrassegnati da una grande voglia di fare delle varie dirigenze bianco-scudate, non accompagnata da grandi risorse economiche. Diversi fallimenti e cambi di denominazione caratterizzarono gli anni seguenti la “belle époque” degli anni venti: A.C. Torre Annunziata, A.C. Torrese e Ilva Torrese disputarono, prevalentemente, campionati di Prima divisione (poi denominata serie C). Un sussulto vi fu nell’immediato dopoguerra, nella stagione 1945-46 per la precisione, quando l’Ilva Torrese ottenne un bel quarto posto che valse la promozione in serie B. Il campionato seguente venne chiuso con un brillante sesto posto (miglior risultato mai raggiunto dal Savoia dall’istituzione del girone unico), ma fu solo un fuoco di paglia: l’anno successivo la società retrocedette in C, categoria in cui rimase fino al fallimento del 1955.

Bruno Pesaola, allenatore del Savoia nella stagione 1963-64.
Bruno Pesaola, allenatore del Savoia nella stagione 1963-64.

A inizio anni ’60 venne costruito lo stadio “Comunale” (ora “Giraud”, dove ancora oggi, dopo diversi ammodernamenti, la squadra disputa le proprie partite casalinghe) e ciò coincise con un periodo di rinnovato entusiasmo che ebbe il suo culmine nella stagione 1963-64 quando, sotto la guida di Bruno Pesaola, il Savoia centrò la promozione in D al termine delle finali di Napoli (dove i torresi vennero seguiti da migliaia di tifosi). Il ventennio successivo scivolò via con la squadra impelagata prevalentemente in Interregionale e, solo a inizio anni ’90 cominciò la riscossa.

LA SCALATA ALLA B

Dal ’90 al ’95 il Savoia ottenne tre promozioni, raggiungendo la C1. Nella stagione 1994-95, dopo alcuni piazzamenti intermedi in C2 e la scampata retrocessione in Interregionale (nonostante la sconfitta nello spareggio-salvezza contro il Licata, annullata dalla giustizia sportiva per alcuni illeciti commessi dai siciliani), le strade del Savoia e del tecnico Gigi De Canio si incrociarono. L’allenatore materano, chiamato a guidare una squadra non certo tra le favorite, infuse subito, con la sua consueta pacatezza, uno spirito vincente ai suoi. I vari Raimondi, Donnarumma, Amura e Lunerti condussero gli oplontini ai play-off. La semifinale vinta contro il Benevento (2-0 al “Giraud”, 3-3 al “Santa Colomba”) rappresentò il preludio ad uno dei momenti più gioiosi della storia recente dei bianco-scudati: la finale play-off contro il Matera (città del tecnico degli oplontini), a Foggia. L’incontro, combattutissimo, terminò 2-1 in favore dei bianchi, grazie al decisivo gol di Donnarumma e a Torre Annunziata esplose la festa.

La vera svolta, però, si ebbe con l’avvento dei fratelli Moxedano al timone della società. Nonostanto l’addio di De Canio, i due

La formazione del Savoia che affrontò l'Ancona all'Olimpico.
La formazione del Savoia che affrontò l’Ancona all’Olimpico.

si mostrarono molto ambiziosi e costruirono una squadra composta da grossi nomi, come Caruezzo, De Rosa, Pedro Mariani, Tisci e via discorrendo. Dopo un’annata incolore, nella stagione 1996-97 la squadra, guidata da D’Arrigo disputò un ottimo campionato, chiuso al terzo posto, che valse i play-off. Nella doppia semifinale i bianchi superarono il Catania e si guadagnarono l’accesso alla finale di Roma contro l’Ancona. In un “Olimpico” colorato di bianco arrivò una delle più cocenti delusioni per i tifosi oplontini. Il Savoia, obbligato a vincere per il peggior piazzamento in classifica, venne trafitto da un gol in contropiede che fece sprofondare nella tristezza i tanti tifosi campani giunti a Roma. L’Ancona salì in B, mentre ai giocatori del Savoia non rimase che accontentarsi degli applausi scroscianti a loro riservati dai supporters torresi. L’appuntamento con la B, comunque, fu solo rimandato. Dopo un’annata deludente, i Moxedano non si arresero e, nella stagione 1998-99, rilanciarono. Osvaldo Jaconi in panchina, Monza, Maranzano, Russo, Siroti, Masitto, Tiribocchi e tanti altri in campo, guidarono i bianchi ad un’ottima seconda parte di campionato che fruttò il 5° posto e, quindi, ancora una volta, la possibilità di giocarsi tutto ai play-off. Superato il favorito Palermo in semifinale, la squadra di Jaconi affrontò e battè 2-0 la Juve Stabia nel derby del “Partenio”. Fu una giornata storica per tutti i tifosi del Savoia.

Stefano Ghirardello in maglia bianco-scudata. Dopo un avvio a razzo si spense, assieme al furore dei suoi compagni.
Stefano Ghirardello in maglia bianco-scudata. Dopo un avvio a razzo si spense, assieme al furore dei suoi compagni.

La promozione in B accese l’entusiasmo in città. Un mercato considerato soddisfacente (l’innesto più costoso fu Stefano Ghirardello) e una partenza a razzo in campionato (7 punti in 4 gare, con vittorie su Treviso e Brescia), illusero i tifosi oplontini. La squadra entrò ben presto in crisi, Jaconi venne sostituito da Varrella, e la squadra retrocesse dopo un solo anno, togliendosi unicamente la soddisfazione di battere 3-1 la Salernitana all’Arechi e di impattare al San Paolo contro il Napoli.

I FALLIMENTI – 

La retrocessione fu la penultima stagione per l’A.C. Savoia 1908 che, dopo un’annata fallimentare conclusa senza centrare neanche i play-off in C1, venne ceduta dai fratelli Moxedano ad un imprenditore sorrentino, Antonino Pane, che si rese subito colpevole di numerose irregolarità finanziarie sancendo la mancata iscrizione al campionato di serie C1 e il fallimento della società. Nella stagione 2001/2002 l’Intersavoia (nato dalla fusione con l’Internapoli), ripartì dall’Eccellenza e al primo colpo risalì in D, dove ha militato per 8 stagioni con il nome di Football Club Savoia 1908, raggiungendo i Play-Off nelle stagioni 2003-2004,2004-2005 e 2006-2007. Dopo 8 anni arrivò la retrocessione e , il 14 novembre 2009, la società si ritirò dal campionato di Eccellenza, venendo cancellata da tutti i campionati.

SITUAZIONE ATTUALE –  

La squadra di Torre Annunziata è stata rifondata il 19 giugno 2010. La nuova società (l’Associazione Sportiva Dilettantistica Calcio Savoia), il 17 febbraio 2011 acquistò lo storico marchio Associazione Calcio Savoia 1908 ed ingranò la quinta. Il 19 marzo 2011, la squadra venne promossa matematicamente in Eccellenza con ben 5 giornate di anticipo e 21 punti sulla seconda, distruggendo numerosi record. Anche l’annata successiva in Eccellenza si rivelò  trionfale per la squadra torrese, capace di conquistare campionato e coppa regionale. Dopo il settimo posto dello scorso anno in D, quest’anno il patron Luce ha allestito una squadra che ha il chiaro obiettivo di stra-vincere il campionato: Meloni, Carotenuto, De Liguori, Tiscioni, Scarpa, Del Sorbo…tutta gente che nulla ha a che vedere con la categoria in cui milita. La squadra, dopo sole quattro giornate, è già in vetta in solitaria con 12 punti, 15 gol fatti e uno solo subìto. Una schiacciasassi che ha riportato in città l’entusiasmo di 15 anni prima.

 

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