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Messi

E’ risaputo, a nessuno piace essere sostituito, che sia bravo o meno bravo, tutti vorrebbero giocare sempre, soprattutto se ti chiami Lionel Messi e vieni considerato dai più, il calciatore migliore al mondo. Immediatamente dopo il piccolo caso Pirlo scoppiato in casa Juve domenica scorsa, quando il centrocampista campione del mondo si è arrabbiato e ha tirato dritto senza passare per la panchina al momento dell’ennesima sostituzione operata da Antonio Conte nei suoi confronti, scoppia un altro piccolo giallo questa volta in casa Barcellona con Lionel Messi che è apparso molto stizzito al momento della sostituzione contro la Real Sociedad.

Messi, dopo aver alzato lo sguardo verso la tabella luminosa che presentava scritto il suo numero 10, ha salutato mestamente i tifosi e ha abbandonato il campo fra gli applausi. El Tata Martino ha tentato invano di avvicinarsi per dirgli qualcosa, ma Leo ha tirato dritto per la sua strada, a capo chino. Poi, prima di accomodarsi in panchina, ha avuto un piccolo gesto di stizza con la mano, prontamente beccato dalle telecamere. L’attaccante del Barcellona però ha subito cercato di calmare le acque su Facebook: “In nessun momento ho fatto alcun gesto a Martino quando mi ha sostituito. A nessuno piace uscire, ma dobbiamo rispettare le decisioni per il bene della squadra. Quello che non accetto, però, è che alcuni media continuino a mentire quando ci sono di mezzo io”.

Nonostante questo tentativo di minimizzare la cosa, appare un Messi un po’ nervoso, infatti quella con la Real Sociedad è già la seconda sostituzione stagionale, praticamente un affronto per un campione del suo calibro.

DIVERSA GESTIONE– Martino però a differenza del collega juventino Conte, che dopo l’episodio Pirlo ha dettato una regola ferrea che sancisce una severa punizione per chi non rimane in panchina dopo la sostituzione, preferisce sminuire l’episodio scherzandoci su: “Quando lo avrò sostituito cinque volte di fila allora potrà preoccuparsi”.

ALTRI CASI – A testimonianza del fatto che nessuno ma proprio nessuno vuole uscire dal rettangolo verde vi proponiamo altri casi anche piuttosto recenti: El Shaarawy stizzito per la sostituzione in Milan-Palermo dello scorso campionato; Ezequiel Lavezzi arrabbiato e non poco con Mazzarri per una sostituzione col Cagliari tanto da scagliare un parastinchi in terra; Francesco Totti, mai contento di uscire, ma che apparve particolarmente arrabbiato per una sostituzione nei suoi confronti in un Roma-Inter con Ranieri in panchina.

Ci sono, quindi, calciatori che sono fondamentali in un club, che rappresentano l’anima della squadra in campo, ma questo non significa che debbano giocare tutte le partite per tutti i 90 minuti.