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C’è chi ha detto no. C’è chi nauseato dai continui scandali, nauseato dalle restrizioni per andare allo stadio, nauseato dalla mentalità di esser tutti allenatori e tutti giudici del lavoro altrui, ha smesso di seguire il calcio italiano ed ha puntato i riflettori su campionati che rispecchiassero maggiormente il credo calcistico. C’è invece chi ha vissuto tutto questo marginalmente, di riflesso, perché nella sua vita e nel suo destino c’è un club, un sentimento che abita a migliaia di kilometri da casa. E’ il caso di Tommaso, Tommy per gli amici, ragazzo napoletano che già da piccolo agli inviti di amici a parenti ad indossare la maglia di Maradona, ne ha sempre preferito una rossa con maniche bianche, quella dell’ Arsenal.

-Allora Tommy, innanzitutto benvenuto su Mai Dire Calcio. Raccontaci un po’,  da dove e come nasce questa tua venerazione verso i Gunners? Ma soprattutto, cosa hai trovato di non adatto a te nel calcio italiano, e più specificamente nel Napoli, squadra della tua zona?

Vi ringrazio innanzitutto per il benvenuto e sopratutto per avermi chiamato in causa in un questa splendida iniziativa. La mia passione per l’Arsenal è nata nel 1997 quando all’età di 8 anni, grazie ad una delle vecchie schede pirata di Stream, in un giorno di settembre mentre ero a casa dai miei nonni, vidi casualmente la sfida tra due squadre: una era il Southampton, e l’altra ovviamente l’Arsenal. Vidi quella squadra giocare con la splendida maglia gialla da trasferta superare per 3-1 i malcapitati Saints grazie sopratutto a performance monstre di Overmars e Bergkamp, e da allora è scattato un qualcosa dentro di me che mi ha poi portato a questa scelta. Quando non potevo vedere l’Arsenal non essendo in grado di padroneggiare il televideo, essendo comunque un bambino di 8 anni, telefonavo di nascosto ai miei genitori ad amici di famiglia che vivono a Londra per sapere cosa avesse fatto l’Arsenal, e fu cosi che l’amore scoppiò, anche se in quella stagioni riuscì comunque a vedere una decina di match di quella che sarebbe stata una trionfale stagione culminata col double. Tra i match che vidi, quelli che certamente ricordo con maggiore soddisfazione furono i due vinti contro il Manchester United per 3-2 dopo un doppio vantaggio dell’Arsenal, il momentaneo pareggio dello United, ed ancora il gol di Platt che decise poi il match a 10′ dalla fine, ma anche quello di Old Traffod vinto con un gol di Overmars dopo una splendida progressione con tanto di mancino tra le gambe di Schmeichel…

Non ho trovato adatto il calcio italiano ed il Napoli a me semplicemente perchè nonostante i tentativi dei miei familiari, con tanto di tentativi di portarmi allo stadio, di parlarmi delle gesta di Maradona, non sentivo quella come una mia passione, non provavo sensazioni e la cosa non l’ho mai vissuta come un disagio, perchè resto convinto che per quanto il senso di appartenenza alla propria terra, alle proprie origini, ai propri cari, siano sentimenti decisamente nobili, non possono e non devono tuttavia indirizzarti ad una scelta legata a questi fattori, nella fattispecie la fede calcistica deve provenire da dentro e causarti ogni volta che senti solo nominare quella squadra i formicolii allo stomaco ed un’accelerazione smisurata del battito cardiaco, cose che il Napoli non ha mai neppure lontanamente sfiorato.

-Altri ragazzi hanno seguito le tue orme, tant’è che si sono formati due fans club ufficiali che raccolgono tifosi dell’ Arsenal in tutto lo stivale. Cosa vi accomuna oltre chiaramente all’ amore per la squadra londinese?

Credo sia il generale voler vivere la propria passione in un clima diverso rispetto a quello che si crea in Italia. Purtroppo nel nostro paese il calcio sembra più una questione per prendere in giro il prossimo e fare discorsi del tipo “la mia squadra è più forte della tua..” ragionamenti cosi mi sembrano molto più congeniali a bambini dell’asilo che discutono su quale sia il “papà più bravo”. Probabilmente ci lega questo voler vivere questa passione proprio estraneandoci da questo contesto.

-Il periodo buio post Invincibili, fatto di poche soddisfazioni,  ha creato certamente malcontento dalle parti del Nord di Londra. Cosa ti ha spinto a crederci, partita dopo partita, pur sapendo magari di essere inferiori a squadre che potevano contare su fondi illimitati e tanti campioni in squadra?

Non ti spinge la speranza di vincere un trofeo, ti spinge la passione per la tua squadra, è quella che ti spinge ad aver fiducia nei propri calciatori, quelli che vestono la maglia della tua squadra a prescindere dal nome o dal talento. Quando un calciatore indossa la tua maglia devi incitarlo e spingerlo fin dove può, perchè se non si crede nella propria squadra e nei propri giocatori, che senso avrebbe vedere le partite?!

-Sappiamo che due anni fa hai attraversato l’ Italia, destinazione Milano, per vedere i tuoi beniamini impegnati in Champions League contro il Milan. Hai particolari ricordi di quella giornata?

Tutta la giornata fu splendida, a parte lo score finale umiliante. Incontrai persone di nazionalità diverse tutte spinte da un unico amore e da un’unica passione. Bulgari,sloveni,giapponesi,tedeschi,norvegesi,irlandesi, sono solo alcune delle nazionalità di persone venute fin lì tutte unite da una passione. In fondo, non volendo essere blasfemo, ma sei ai pellegrinaggi ci sono credenti uniti da una fede religiosa, cosa c’è di diverso nell’essere tutti insieme uniti dalla fede calcistica? Per me nulla..

-Dopo l’ intoppo all’ esordio con l’ Aston Villa, gli uomini di Wenger hanno alzato la testa e hanno iniziato a mietere vittime, sulla scia del match post Bayern Monaco.  E poi, senza dimenticarlo, c’è un Mesut Ozil in più. Dove pensi possa arrivare questo Arsenal?

E’ sempre il campo a stabilirlo. Certamente ho notato che l’Arsenal è tornato ad essere “antipatico”, spesso la stampa ed anche i tifosi di altre squadre parlano dei Gunners, sopratutto dopo l’arrivo di Mesut Ozil, probabilmente è cresciuta la considerazione verso la squadra e semplicemente adesso anche gli altri temono l’Arsenal perchè i tempi dove l’Arsenal vendeva i migliori elementi sono finiti, visto che il mutuo Emirates è estinto e che quindi ci sono fondi molto sostanziosi da investire nel miglioramento della squadra. Prima l’Arsenal era un pò simpatico a tutti perchè vendeva i propri elementi e riusciva comunque a piazzarsi tra le top four in campionato, mentre in Champions almeno gli ottavi sono sempre stati raggiunti, però per molti l’Arsenal era una squadra che faceva divertire e magari trovava anche estemporanee vittorie contro squadroni sulla carta invincibili, il 2-0 con il Bayern l’ultimo esempio, ma sempre poi ci si ritrovava con tanti complimenti ed una pacca sulla spalla. Adesso le cose sembrano poter essere diverse perchè un campione come Ozil è certamente una carta in grado di farti scalare molte posizioni nella classifica delle squadre temute, e diciamo che quest’improvvisa antipatia, o l’iper criticare i 42,5 milioni di sterline versati per Ozil, soldi che ricordiamo sono della società quindi non figli di cessioni o qualche magnate, sono segnali che possono indurre a pensare che il vento possa essere cambiato.

-L’ urna di Nyon ha offerto la possibilità a tutti i gooners italiani di poter vedere la squadra qui in Italia. In barba ad amici e parenti sarai presente al San Paolo? Con la sciarpa red&white, sia chiaro…

Certo che sarò presente, sarà un’occasione per incontrare gli altri amici tifosi di questa squadra

-L’ intervista è giunta al termine. Ti ringraziamo per la disponibilità e la simpatia. Vuoi mandare un saluto ai lettori di Mai Dire Calcio?

Ringrazio io voi per l’occasione, e voglio mandare un saluto a tutti i lettori di Mai Dire Calcio invitandoli a vivere sempre la propria passione come meglio credono senza mai farsi condizionare dai giudizi esterni.