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Fergie

Il tempo passa. Gli anni scorrono. Le certezze del passato cadono per costruirne altre, caduche a loro volta. Questo ciclo temporale tocca anche il calcio. Quest’anno, per la prima volta dopo il 1986, ad allenare il Manchester United c’è David Moyes, ex coach dell’Everton, che rileva l’eredità di Sir Alex Ferguson, storico e vincente manager dei Red Devils. Quello che ci interessa, per quanto Moyes sia interessante, è il vecchio allenatore, Sir Alex, che finalmente, dopo l’addio al suo amato club e mesi di silenzio, è tornato a parlare. Lo ha fatto alla PBS in un’intervista sorprendente, affascinante e affatto scontata, come il personaggio in questione.

RELAX E TOSCANA- Le prime domande, quelle di rito, riguardano ovviamente il giudizio su David Moyes e il Manchester di quest’anno, che stenta paurosamente.  Ferguson però taglia corto, le sue scelte non hanno mai ripensamenti: “Lo United è in buone mani” e fredda tutti i bookmakers che vedono un suo ritorno nel calcio, sulla panchina di Manchester o su un’altra: “Sprecherebbero i loro soldi gli scommettitori. La mia decisione l’ho già presa, tornare non mi interessa. Ho lasciato nel momento giusto, non ci sarà nessuna marcia indietro. Adesso penso alla mia nuova vita, voglio andare in Toscana e in Francia a visitare i vigneti”. Insomma, lo storico allenatore del Manchester United non pensa minimamente al calcio, i suoi pensieri sono sgombri da acquisti, moduli, coppe e colmi di viaggi, relax e vino.

CHELSEA E ABRAMOVICH-Ma non sarebbe Sir Alex Ferguson se non sorprendesse con una frase o un aneddoto curioso. Infatti, il pensionato Ferguson, rivela un’incredibile offerta ricevuta una decina di anni fa: “Il Chelsea cercò di contattare degli agenti per approcciarmi, quando Roman Abramovich rilevò il club (nel 2003). Io però gli dissi “Nessuna chance”.