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Nel mirino della Commissione disciplinare la partita con il Legia Varsavia quando i tifosi biancocelesti hanno esposto ”striscioni inappropriati” e usato materiali pirotecnici. Al club inflitta anche un’ammenda di 40mila euro. Il 7 novembre, contro l’Apollon Limassol, la squadra di Petkovic giocherà dunque a porte chiuse.

 

La Lazio, attraverso il suo avvocato Gian Michele Gentile, annuncia ricordo: “Abbiamo chiesto gli atti, dovrebbero arrivare domani o lunedì, e faremo ricorso appena possibile. Avevamo avuto un rapporto con la segnalazione del Fare (Football Against Racism in Europe) su pochi cori razzisti provenienti dalla curva Nord . Noi abbiamo replicato che non c’è traccia nei rapporto dell’arbitro e dei delegati Uefa”.

Anche l’anno scorso la Lazio fu punita dalla Uefa per razzismo. A gennaio fu inflitta una multa di 90 mila euro per la gara dell’Olimpico contro il Tottenham, poi, a fine febbraio, l’obbligo di giocare a porte chiuse due gare interne per gli episodi che avevano macchiato il ritorno dei sedicesimi col Borussia Moenchengladbach, prima contro lo Stoccarda, poi contro il Fenerbahce.