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chievo atalanta

Chissà perché l’hanno abbandonato tutti il 4-4-2.

Il calcio non è questione di moduli, pensa qualcuno; il più bravo vince. E poi c’è la questione dei modelli vincenti, da imitare e riprodurre, magari per una certa infatuazione che sa di moda. Non ha senso fare i nostalgici, quella è la posizione sbagliata; ma credo, e come sempre mi metto nei panni di un puntino rosso all’interno di un miliardo di pensieri terresti, che a parità di condizione ( e il “ceteris parabus” è un essenziale “sine qua non” ) il tradizionale 4-4-2 sia la configurazione migliore. In qualsiasi scuola calcio te la spiegano così: un buon portiere; due centrali di marcatura, terzini bravi a correre; un regista ed uno che sappia contenere e offrire qualità; due ali da cross e sette polmoni; il centravanti che tiene palla e la seconda punta tecnica che gli gira attorno. L’Atalanta riparte dalla tradizione, se lo vogliamo immaginare come un modulo vecchio, in cui tutti i membri aderiscono alle istruzioni del ruolo. Prassi ordinata, linee che non possono mai essere distanti. Chi fa il gioco( Cigarini ) si adopera con le aperture a memoria: si viene da destra, e allora cambio di prima senza guardare dalla parte opposta: la fascia si trova là per forza. Insieme a lui Carlos Carmona, uno degli innominati della Serie A, nel senso che pochi gli offrono le giuste osservazioni: più di 40 presenze in nazionale cilena ( dove viene convocato costantemente ), abbina ogni caratteristica degna di un centrocampista centrale: aggressività, posizione, gioco di palla. E con la sfera tra i piedi ha qualità, anche di livello. Gli manca un po’ di stacco aereo, visto che anche il limite bisogna appuntare, per dovere di cronaca. Uno dei pochi nella Serie A ad aver giocato tutte queste prime partite di stagione per 90 minuti.

In un weekend poverissimo dal punto di vista del gioco, il primo tempo dei bergamaschi al Bentegodi è stata sicuramente la più piacevole nota collettiva. Il Chievo ( che pur si presentava con il 4-4-2, ma senza pragmatica interpretazione del modulo ) non attaccava mai la zona centrale dal campo, e quindi l’Atalanta rispondeva alle proprie idee con il massimo dell’efficacia. Gestione, sovrapposizioni, movimenti in accompagnamento di Maxi Moralez ( autore del gol vittoria ). Consigli non è un mostro dal punto di vista fisico, ma per esplosività, riflessi, e costanza si inserisce tra i migliori portieri del campionato. Notevole la parata su Pellissier nel finale, sottolineata come ‘ esaltante’ per istinto. Il Chievo fatica e non poco. Non riesce incidere sugli esterni, e a difendere con ordine. Anche se il grimaldello rimane legato a Thereau. Le motivazioni sono l’ordine numero 1 al fine dell’azione. L’ultima chiamata per una grande club è sfumata: all’apparenza non è più il francese del Dumas, che anima la spada e sposta il contesto della gara. Afflosciato, incapace di incidere. Se un momento, o una effettiva dimostrazione della situazione, si vedrà. Il campionato è ancora lungo.

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