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Quest’oggi dal ritiro di Coverciano ha preso la parola in conferenza stampa il capitano azzurro Gianluigi Buffon, che ha risposto alle domande dei cronisti spaziando dall’argomento Juve a un analisi del momento che vive la nazionale, ecco le sue parole:

Sul codice etico: “Com’è normale che sia è oggetto di discussione la scelta del mister. Ma la scelta è solo sua, avrà le sue ragioni. La prima è che Mario è stato squalificato 20 giorni fa, nel momento in cui la squalifica è praticamente finita. Se la convocazione fosse stata nel mezzo al periodo della squalifica forse le scelte sarebbero state diverse”.
Su Balotelli: “C’ho parlato, credo che in certi momenti deve lasciar decantare la grande pressione che ha addosso, e l’unico modo che ha è scherzando e comportandosi come sempre”.
Su Totti: “Ribadisco il mio pensiero che credo sia quello di tutti: è un giocatore immortale. Se è in queste condizioni può fare la differenza su qualsiasi palcoscenico a qualsiasi età. Con le sue prestazioni sta dimostrando si essere un campione, è normale che si parli di lui in ottica Nazionale. Se dovesse arrivare così al Mondiale nessuno avrebbe dei dubbi”.
Sul caos stadi e la discriminazione territoriale: “Il confine fra campanilismo, discriminazione e offese è molto labile, ci sono sempre dei rischi. Il fatto che questo argomento sia uscito allo scoperto penso possa unire tutte le parti per trovare un giusto punto di incontro. Il pubblico è una componente fondamentale, e credo che vedere la discriminazione in certi comportamenti sia comunque un pensiero soggettivo. E’ una tematica delicata che riguarda tutti, quindi tutti si devono responsabilizzare magari non accettando in maniera passiva i comportamenti di discriminazione”.
Sul campionato: “Temo Roma e Napoli, ma anche l’Inter. Quest’anno non mancheranno le rivali fino alla fine. Ne siamo consapevoli e proprio per questo dobbiamo schiacciare sull’acceleratore per tornare in testa e creare un margine di distacco dalle altre. Roma e Napoli comunque hanno avuto un inizio di stagione grandioso. Mi ha fatto piacere vedere la Roma contro l’Inter. Mi hanno trasmesso una sensazione di grande energia. Hanno fiducia e autostima ed il tecnico deve essere davvero bravo. Le cose gli stanno andando bene, ma per farle girare nel verso giusto serve anche una certa predisposizione”.
Sulla tensione Juve-Prandelli: “Non riguarda noi giocatori. Tutti abbiamo chiaro qual è il nostro compito. Sappiamo i nostri doveri nei confronti del club e quelli nei confronti della maglia azzurra. Chi viene qua lo fa sempre con piacere ed entusiasmo”.
Sui rischi delle due partite a qualificazione già ottenuta: “E’ un obbligo trovare comunque le energie per onorare questa fase di qualificazione ed i tre anni splendidi da cui usciamo. Solo dopo daremo priorità ai club. Fare brutte figure con la Nazionale non piace a nessuno, dobbiamo battere il ferro finché è caldo”.
Sul momento degli azzurri: “E’ l’espressione migliore del calcio italiano. Affrontiamo e vinciamo tante partite, dobbiamo essere il punto di riferimento per il movimento calcistico italiano”.
Sulle differenze fra Champions e le gare in azzurro: “In Nazionale a volte non c’è l’ansia e la pressione di vincere sempre e comunque come c’è in Champions con i club”.
Sulla Juventus: “Avevamo abituato bene tutti. Detto questo sappiamo di poter fare meglio, ma siamo la Juventus e numeri alla mano nelle ultime 10 gare abbiamo vinto 7 volte e pareggiato 3. Auguro a tutte le squadre che hanno un periodo grigio di avere questo rullino di marcia. Abbiamo comunque grandi margini di miglioramento pur vincendo molto spesso, e questo aspetto ci fa sentire molto forti. Sappiamo che molti gol subiti arrivano da nostri errori. Purtroppo a volte accade, lo sport va così. Noi però guardiamo alla stagione come un periodo di 11 mesi e tante volte un errore sembra che possa compromettere quanto di buono fatto fino a quel momento”.
Sulle parole di Balzaretti: “Il suo è un discorso ragionevole, ogni giocatore con un po’ di sale in zucca penserebbe una cosa del genere: la Roma giustamente pensa alla vittoria finale, ma quando dietro hai squadre con un background come Juventus e Napoli è chiaro credere certe cose e vederle favorite. Ma sono certo che loro stiano pensando alla vittoria finale”.
<b “Tutte le partite sono importanti, sia nel club che nella Nazionale. In azzurro sono poche, quindi diventa difficile rinunciare. Nel club invece è un discorso di equilibri, ci può stare di rinunciare a 6-7 partite anche per far sentire tutti i compagni partecipi del progetto”.
Su Bendtner: “Non è stato fortunato. E’ stato condizionato da alcuni infortuni. All’inizio aveva trovato la forma ideale, poi si è fatto male. Noi comunque lo ricordiamo con piacere, è un ragazzo positivo anche per il modo in cui si veste. Se uno guarda i numeri per la Danimarca ha sempre fatto la differenza, questo vuol dire che è un calciatore di grande livello”.
Sul 2-2 fra Danimarca e Svezia nel 2004: “Eravamo dispiaciuti, ma non si può portare rancore. Giocheremo una partita nel modo più normale possibile, anche perché da quel 2004 siamo rimasti solo io e Pirlo”.