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Gianluca Pagliuca

E’ stato sicuramente tra i portieri simbolo degli anni 90’, conquistando uno storico scudetto con la Sampdoria e sfiorando il Mondiale a USA 94. Una fase calda della sua carriera però l’ha sicuramente trascorsa all’Inter ed è proprio del club nerazzurro che ha parlato in un’intervista rilascia al Guerin Sportivo il grandissimo ex portiere Gianluca Pagliuca. La gioia per la Coppa Uefa ma anche per la rabbia per la famosa stagione 97/98. Il divorzio nerazzurro con l’arrivo di Lippi e i ricordi su West e il Fenomeno Ronaldo.

Gli anni nerazzurri – “Esperienza bellissima, tranne gli ultimi mesi. Ho vinto una Coppa Uefa e avuto un rendimento altissimo, ritrovando la Nazionale e sfiorando uno scudetto che evidentemente non dovevamo vincere – accusa l’ex portiere dell’Inter -. Quello che è successo durante Juve-Inter del 1998 non posso cancellarlo, al punto che fatico a capire chi tra i protagonisti di quella sfida ancora sostiene che l’intervento di Iuliano su Ronaldo non fosse da rigore”.

L’arrivo di Lippi – “Ero furibondo come tutti i miei compagni. Offesi Lippi e lui se la legò al dito. Alla fine della stagione 1998/99 era certo che sarebbe stato il nuovo tecnico e chiamò tutti tranne me, Bergomi e Simeone. L’aria divenne più pesante quando uscì la notizia che Peruzzi sarebbe stato il nuovo portiere dell’Inter. Non c’era ragione da un punto di vista tecnico di prenderlo, in più costava un sacco di soldi. Ricordo che Moratti non si capacitava di quella spesa, era imbarazzato come lo stesso Facchetti”.

West e Ronaldo – “Taribo mi prendeva in giro perché diceva che ero più vecchio di lui, ora si dice sia nato nel 1962. Come la mettiamo? È stato mio compagno di camera e non mi faceva dormire, sempre a far casino e a telefonare a tutte le ore. Non era cattivo, ma rispetto zero. Ronaldo? Era il fenomeno del calcio mondiale, non ho mai visto nessuno forte come lui. Fisicamente era disumano, ma in allenamento non s’impegnava, andava a due all’ora. Simoni glielo diceva senza però ottenere molto”.