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L’argomento più scottante del calcio italiano in questo momento è sintetizzabile con due parole: discriminazione territoriale. Dopo la presa di posizione netta della curva bianconera anche il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, dice la sua: «Come diceva l’antropologo Smith “il calcio senza pubblico è zero”. E’ inammissibile pensare di giocare partite a porte chiuse per discriminazione territoriale. Forse la norma è stata interpretata con troppa leggerezza. Ci troviamo difronte ad un problema che forse è stato sottovalutato e che va risolto. Una cosa è la discriminazione razziale, che va condannata sempre, e quella territoriale. Secondo l’interpretazione attuale della norma ogni urlo in uno stadio può essere considerato discriminazione territoriale. Questo è molto pericoloso».

NESSUN CASO PIRLO- Marotta poi si dedica anche all’aspetto tecnico, prima difendendo l’operato di Conte e della squadra: «Le critiche nei confronti della Juventus sono state esagerate. Abbiamo un ruolino di marcia in linea con le aspettative e con la passata stagione alla fine della quale siamo risultati i migliori». Poi, il dg parla del rinnovo di Pirlo ammettendo che per quanto riguarda la Juve, dubbi non ce ne sono: «Come avvenne con Buffon l’anno passato, anche per Andrea la porta è apertissima. Deciderà lui, ma noi saremmo felici di continuare il connubio con Andrea». Infine una battuta sul nuovo crack del calcio europeo, Adnan Januzaj, le cui condizioni contrattuali ricordano molto da vicino il colpo Pogba: «Januzaj è davvero un grande talento. Un nuovo colpo Pogba? Mah…vediamo. Sicuramente è sorprendente che in Inghilterra non ci sia nessun tipo di problema nel portare un giocatore ad otto mesi dalla scadenza del suo contratto».