SHARE

tevez

E’ stato atteso per due anni dai suoi tifosi che, prima di conoscere il suo nome, lo chiamavano semplicemente top player. Ebbene, Carlos Tevez in questo primo scorcio di stagione un top player ha dimostrato di esserlo per davvero oltre che per le sue doti tecniche anche  per quelle di trascinatore che lo hanno già fatto diventare inamovibile per Antonio Conte. Il fuoriclasse argentino si è raccontato in una lunga intervista a Tuttosport, a partire dal suo approccio col calcio italiano: «Sinceramente sono molto sorpreso, pensavo fosse più facile il campionato italiano invece è tattico, veloce e si lavora tantissimo. E’ il più difficile nel quale ho giocato. Il fatto di giocare nella Juve non aiuta, tutte le squadre quando giocano contro di noi giocano come se fosse la finale del mondiale. Vogliono batterci tutti e noi dobbiamo dare sempre il 100%: “Es muuy dificil”. Però è proprio giocare nella Juventus che oggi mi fa sentire così, mi ha cambiato la vita, mi fa essere felice perché mi ha ridato la voglia di giocare al calcio».

CONTE– L’approccio tramautico al calcio italiano forse dipende anche dal “martello” Antonio Conte, ma Tevez si dice entusiasta del suo allenatore: «Lavorare con Conte è duro ma per me è un fenomeno. Vuole vincere ogni partita, gioca tutte le partite come se fossero delle finali, non si accontenta mai è un maniaco del lavoro ma i risultati sul campo gli danno ragione. E’ un po’ come Ferguson, sono due vincenti. Entrambi considerano lo scudo della propria squadra come la cosa più importante. Sono quegli allenatori che ti spingono a dare sempre qualcosa in più. Rispetto a Mancini invece è diverso, Mancini è ancora un po’ giocatore mentre Conte è allenatore in tutto e per tutto. Conte me lo aspettavo così perché me lo ha fatto capire dalla prima volta che ci siamo visti. E’ molto rigido anche per quanto riguarda l’alimentazione ma è un campione della panchina. Dal primo giorno mi ha fatto subito vedere e capire come gioca la Juve. Ha un quaderno di tattica in cui appunta ogni minimo dettaglio. Conte è fatto così. Se dovesse andare via a fine stagione mi muoverei io per primo per non farlo andar via, parlerei con Marotta, con chiunque pur di non farlo partire. Farebbe benissimo ovunque ma lui deve stare alla Juve con me».

LA CHAMPIONS- Il chiodo fisso dell’Apache sembra essere la Champions League, a partire dalla doppia sfida col Real MadridIl Real è sempre il Real. Un potenziale incredibile, un’istituzione. Proprio come lo United. Al di là della forma attuale, il Madrid è una grande squadra, che rispetto. Penso che in Champions abbiamo bisogno di vincere due partite per passare il turno: che sia al Bernabeu o contro un’altra squadra non importa. Paura? No, la paura non esiste nel calcio. Nel mio barrio sì, li si comprende quella vera. Messi o Ronaldo? Messi. La Champions è qualcosa di unico, voglio vincerla non solo andare in finale. Non siamo partiti bene e se giochiamo come le prime due partite non battiamo nessuno. Dobbiamo migliorare sotto molti aspetti ma sono molto fiducioso».

I COMPAGNI– Tevez si dice molto sorpreso di alcuni suoi compagni e onorato di giocare con Pirlo e Buffon: «Quelli che mi hanno sorpreso di più sono Quagliarella per come tocca la palla e Pogba perché è un campione che non conoscevo, rende di più da interno sinistro. Giocare con Pirlo e Buffon è un privilegio, esperienza e classe. Mi trovo molto bene in squadra. Fuori dal campo esco spesso con Arturo Vidal, è un grande campione: grinta e professionismo. Llorente? E’ un campione dategli tempo e farà vedere le sue qualità».