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Dopo Arsenal e Preston North End, è giunto il momento di accendere le luci sul West Ham United, club che almanacco alla mano ha contribuito in maniera sostanziale a rendere affascinante e passionale il calcio inglese. Le note del celebre ” I’m forever blowing bubbles” hanno varcato i confini dell’ East London e hanno contagiato tantissimi tifosi italiani. Uno di questi è Valerio, l’ intervistato di oggi.
– Benvenuto su MDC Valerio, siamo curiorissimi di scoprire qualcosa in più sul West Ham ed in particolare su come tu ne sia diventato fervido seguace. Qual è stata la prima volta che guardando gli Hammers hai sentito le classiche “farfalle nello stomaco” ?

Ciao Massimiliano,
come sapete il West Ham è la squadra dell’ est i Londra con una grande storia alle spalle e con grandissimi calciatori che ne hanno vestito la maglia primo fra tutti l’ indimenticato Bobby Moore capitano storico sia appunto del West Ham che della Nazionale Inglese campione del Mondo.
Fino al 2005 non ero un grande appassionato del calcio inglese, conoscevo il West Ham semplicemente perchè sapevo che Paolo Di Canio aveva giocato con gli Hammer ma il mio interesse era rivolto solo ed esclusivamente alla mia squadra italiana che seguivo assiduamente in casa e in trasferta. Una domenica mattina mentre aspettavo il treno in ritardo per andare in trasferta entro in libreria e il primo libro che mi ritrovo davanti è ” Congratulazioni hai appena incontrato la I.C.F.” libro scritto da Cass Pennant che raccontava i vari anni di Hooliganismo in Inghilterra e le ” gesta ” della nostra tifoseria.

A colpirmi non furono tanto i racconti sugli scontri ma su dove gli hooligans si ritrovavano: i pub lungo Green ovvero il Queen’s e il Boleyn Tavern luoghi che riuscivo solo ad immaginarmi come poi immaginavo tutte le viuzze strette intorno allo stadio dove subivano le imboscate i tifosi ospiti.
Immaginavo il clima allo stadio, il supporto dei tifosi, la vicinanza degli spalti al campo e così mi decisi di farmi un bel week end a Londra per andare a vedere la mia prima partita ufficiale che è stata West Ham Middlesbrough terminata 2 a 0 per noi.

Rimasi completamente a bocca aperta per tutto quello che vidi e che avevo solamente immaginato leggendo i vari libri. Da li mi sono appassionato sempre di più fino ad arrivare ad oggi dove praticamente vivo per il West Ham che nella mia vita è secondo solamente alla mia ragazza e alla mia famiglia.

– Pur non potendo fare la spola tutti i sabati con Londra, hai comunque sottoscritto l’abbonamento per Upton Park. Cosa non si fa per amore…

Beh era un pò che ci pensavo all’ abbonamento e quest’ anno ho deciso di farlo spendendo 750 euro per un posto in prima fila in Bobby Moore Lower. Non mi sono pentito assolutamente anche se ovviamente non posso salire a Londra tutti i week end. Al momento sono stato presente alla prima di campionato contro il Cardiff, ho saltato la seconda in casa contro lo Stoke e sono tornato per la terza contro l’ Everton. Venerdi torno per la quarta contro il Manchester City e poi a novembre mi faccio Norwich away e Chelsea home. Dicembre assente causa lavoro!

– Qual è stata l’ultima volta che sei stato a Londra? E soprattutto, con un velo di malinconia, quanto pensi mancherà a tutta la tifoseria il leggendario impianto che verrà abbandonato in favore di quello olimpico?

Come già detto, l’ ultima volta che sono salito è stato un mesetto fa contro l’ Everton, sconfitta immeritatissima figlia di due punizioni magistrali di Baines. Torno sabato contro il Manchester City.

Ovviamente il passaggio da Boleyn Ground all’ Olympic Stadium è stato duro da digerire. Io mi sono innamorato del West Ham grazie alla Green Street, al Boleyn Tavern, al Queen’s, alla statua di Bobby Moore fuori lo stadio e pensare che tutto questo non esisterà più mi fa stare male. Capisco però anche la Società che ha deciso di cambiare: il calcio si sta evolvendo e l’ Olympic Stadium è un’ affare per le nostre casse e per il nostro futuro. Senza Olympic Stadium ma soprattutto senza gli introiti derivanti dall’ aumento della capienza portata da 35.000 a 54.000 spettatori, dal parco olimpico che diventerà punto di ritrovo dei tifosi del West Ham che potranno vivere la propria passione 7 giorni su 7 tra negozi, ristoranti, alberghi, intrattenimenti vari probabilmente avremmo fatto la fine del Leeds o del Portsmouth e sinceramente non ce lo saremmo meritato.

Verrà costruita una squadra nettamente più forte di quella attuale che proverà a lottare per le prime 4 posizioni della Premier e giocheremo in uno stadio fantastico con il campo attaccato al campo, con i sedili removibili che verranno riportati nella posizione attuale quando ci saranno le manifestazioni relative all’ atletica. Recentemente Karren Brady ha dichiarato che la distanza tra il campo e gli spalti sarà inferiore rispetto a quella attuale che c’è a Wembley e all’ Emirates. Questo fatto mi tranquillizza moltissimo.

– Fai parte da lungo tempo del numeroso e caloroso gruppo dei Martelli d’ Italia. Com’è nato questo gruppo, e cosa vi accomuna oltre chiaramente l’ amore per gli Hammers?

I Martelli d’Italia sono nati per mano di Nicola Morosini mio carissimo amico di Carrara anzi direi fratello. Io sono stato il secondo membro ad aderire a questo progetto che con molta pazienza è stato portato avanti e in 3 anni i risultati si vedono: un sito internet efficentissimo ( www.martelliditalia.it ), una pagina Facebook e una Twitter seguitissime e frequentatissime ed oltre 150 tessere sottoscritte dai nostri membri.

I Martelli d’ Italia si dividono in sezioni in base alle città: tra le più attive quelle di Roma, Milano, Genova, Crema, senza contare i ragazzi di Cagliari, i toscani, i veneti. Insomma siamo in tutta Italia e quando non si va allo stadio ci organizziamo per vedere la partita nei pub che sia in diretta su Sky o che sia in streaming al computer. Abbiamo ben 2 trasmissioni radiofoniche che parlano dell’ attività del gruppo e della squadra, una a Milano e gestita da Matteo e una a Roma gestita dal sottoscritto e da Stefano. Produciamo materiale su cui ovviamente non lucriamo e disponibile solo ed esclusivamente per tesserati e facciamo beneficenza tramite la Bobby Moore Fund che grazie all’ attività di un bambino di nome Jonjo raccoglie fondi per la ricerca sul cancro in nome di Bobby Moore e della nonna di Jonjo morti per lo stesso male.
Molte persone parlano male di noi ma probabilmente lo fanno guidati dall’ ignoranza e dal non conoscere le nostre attività e la nostra passione.
Non faccio assolutamente fatica a dire che siamo il gruppo più attivo in assoluto per quanto riguarda le tifoserie che seguono squadre non italiane. I fatti parlano per noi e questo lo dico con la massima stima per chi come noi segui la propria squadra ovunque.

– Spesso abbiamo visto simboli del West Ham associati ad altre tifoserie italiane. Ci sono effettivi gemellaggi con le squadre del nostro paese? E voi Martelli avete intrapreso rapporti di amicizia con altri branch?

Il West Ham non ha gemellaggi. Non ne ha mai avuti e mai ne avrà. Molto spesso si parla di un presunto gemellaggio con quelli della Lazio ma non esiste assolutamente niente ad eccezione di alcune amicizie personali tra vecchi tifosi come Carlton Leach e alcuni laziali, amicizie nate grazie alla voglia reciproca di fare business con la storia della propria squadra e tifoseria. Personalmente non c’é cosa al mondo che odio di più di questi finti gemellaggi. Per fortuna dalle parti di Upton Park nessuno da importanza a questa storia alquanto ridicola mentre da parte laziale se ne da molto risalto.

Mi chiedo io come sia solamente immaginabile un gemellaggio tra noi e una tifoseria che in un recentissimo passato era gemellata con quelli del Chelsea con tanto di pezza in Curva Nord. Per quanto riguarda noi Martelli d’ Italia non abbiamo e non avremo mai nessun tipo di gemellaggio perché semplicemente per noi esiste solo il West Ham e non c’é posto per altro anche se comunque esistono delle amicizie personali con alcuni ragazzi di Chelsea Italia.

– Con superficialità, parecchi associano i tifosi del West Ham agli hooligans. In particolare, parlando di quelli italiani, si pensa che tutto sia nato e riconducibile oltre alle gesta di Cass Pennant, anche al film diretto da Lexi Alexander con protagonista Elijah Wood nei panni di Matt Buckner. Quanto pesano per voi questi pregiudizi? E quanto il film ha contribuito a distorcere l’immagine del tipico tifoso del West Ham?

Se devo dirla tutta a me quel film neanche piace. Non rispecchia assolutamente il tifoso Hammer. Il tifoso Hammer è fedele, ironico, orgoglioso sempre e comunque della propria squadra che rappresenta una comunità e un intero popolo…quello dell’ east London.  Ci siamo sempre fatti rispettare ma trovo assurdo che un film di un’ ora e mezza possa rispecchiare in pieno il tifoso del West Ham.

Recentemente ci sono state delle discussioni su una famosa pagina di Facebook che aveva pubblicato alcune nostre foto dove alcuni ” abili pensatori ” hanno pensato bene di etichettarci subito come dei mitomani nati grazie alla nostra visione di quel film. Personalmente mi piacerebbe incontrare queste persone una ad una per fargli vedere con i propri occhi quello che io e i miei amici saremmo disposti a fare per la nostra squadra a cui teniamo più di qualsiasi altra cosa.

Io dico sempre: il West Ham è la prima cosa importante di quelle meno importanti…ovvero, come già detto, seconda solo alle persone che amiamo.

– Questa piacevole chiacchierata è giunta al termine. Ti ringraziamo per la disponibilità. Vuoi mandare un saluto ai lettori di mai dire calcio?

Mando un salutone a tutti i lettori che hanno avuto la pazienza di leggere queste poche righe, ai Martelli d’ Italia, a ( quasi ) tutti i gruppi che seguono squadre inglesi e a te che mi hai dato la possibilità di farmi conoscere!  Ci vediamo il 26 Dicembre…questa volta non vincerete! COME ON YOU IRONS!