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A poche ore dal big match dell’Olimpico tra Roma e Napoli, il giornalista della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, intervistato in esclusiva da Maidirecalcio.com, ha detto la sua sulla sfida tra Benitez e Garcia ma non solo. Binda ha parlato a tutto campo del nostro calcio. A partire dal momento della Juventus fino all’arrivo di Thohir, passando per le polemiche attorno a Balotelli e, naturalmente, dando qualche preziosa dritta sulla sua amata serie B.

Partiamo dalla stretta attualità, questa sera ci sarà il big match tra Roma e Napoli. Sarà un bel confronto anche per i due allenatori. Chi ti ha sorpreso di più tra Garcia e Benitez?

«Mi ha sorpreso di più Garcia, sia perché è una novità per l’Italia, sia perché la piazza di Roma è difficilissima, soprattutto se si pensa che la stagione era iniziata in un clima di contestazione. Non che Benitez abbia avuto vita facile, chiaro: non è semplice fare meglio di Mazzarri, ma almeno aveva una squadra già impostata e la cessione di Cavani è stata ben gestita con adeguati sostituti».

A completare il terzetto di testa c’è ovviamente la Juventus. In molti vedono i bianconeri meno affamati quest’anno. Tu che ne pensi? La squadra di Conte è ancora la favorita?

«Credo di sì, anche se credo che le energie (fisiche e mentali) siano al limite: il terzo anno con Conte ha prosciugato le forze dei veterani, che forse preferiscono concentrare le forze sulla Champions, senza comunque trascurare lo scudetto. In ogni caso credo che a fine anno si chiuderà questo ciclo e se ne aprirà un altro».

Intanto l’Inter è ufficialmente di Thohir, una svolta epocale ma che divide i tifosi nerazzurri. Sono in molti, infatti, a non fidarsi totalmente del neoproprietario indonesiano o comunque a rimpiangere l’epopea della famiglia Moratti. In cosa sarà diversa l’Inter di Thohir e, soprattutto, sarà una società affidabile?

«Moratti non avrebbe mai ceduto, se non fosse stato costretto. Un po’ come successo alla Roma. Di Thohir non si può dire ancora nulla: vedremo a quali uomini si affiderà, di sicuro è impensabile che abbia speso tanti soldi per non essere protagonista…».

Quale squadra sarà la sorpresa del campionato?

«Beh ovviamente la Roma. E poi mi piace la Fiorentina: non è da scudetto, ma la qualificazione in Champions se la giocherà».

L’altra notizia della settimana è il gran polverone sollevatosi attorno a Mario Balotelli e al suo tweet in cui declinava il ruolo di ambasciatore anticamorra. E’ l’ennesima “balotellata” o si è polemizzato troppo attorno a questo argomento?

«Balotelli è un simbolo, è sulla bocca di tutti e tutto quello che fa è argomento di discussione. Il calciatore è un fenomeno, uno dei più forti italiani di oggi. L’uomo invece lascia a desiderare, e non si dica che è questione di età».

A proposito di Balotelli, il suo Milan è partito malissimo. Cos’è che non funziona in casa rossonera?

«I valori tecnici della squadra sono modesti, anche perché la società ha potuto investire poco e quello che ha speso non l’ha proprio speso bene… La garanzia si chiama Allegri: è lui il valore aggiunto del Milan. Oltre a Balotelli».

I rossoneri,al pari di Juventus e Napoli, la settimana prossima torneranno a giocare in Champions League, nessuna delle tre è partita in quarta. Quante e quali squadre italiane pensi possano farcela a superare la fase a gironi?

«Credo tutte, ma soffrendo: non vedo partite facili. E non mi stupirei se la Juve, che ha sofferto col Copenhagen, facesse un’impresa col Real».

La nazionale italiana non sarà testa di serie ai prossimi mondiali dopo il pareggio casalingo con l’Armenia. Dove può arrivare l’Italia di Prandelli in Brasile?

«Nelle grandi manifestazioni l’Italia si trasforma. Certo, il flop del 2010 brucia ancora. Ma è stato un caso: chiunque si troverà contro gli azzurri dormirà preoccupato».

Sei un grandissimo esperto di serie B, ti aspettavi un Lanciano così sorprendente? Quali squadre si contenderanno la promozione in serie A?

«Il Lanciano è una grandissima sorpresa, che sta smentendo tutti, soprattutto il sottoscritto che l’aveva messo nell’ultima delle 11 file di partenza… ma d’altronde, sia in alto che in basso, può succedere di tutto: il solo Palermo mi sembra più forte, così come il Siena se non avesse quelle penalizzazioni. Per il resto, tutti (o quasi) possono fare i playoff e tutti (ma proprio tutti) possono retrocedere».

Sicuramente avrai già messo gli occhi su qualche giovane talento del campionato cadetto, chi va seguito con più attenzione?

«Giannetti del Siena, Dybala del Palermo, Lazaar del Varese, Politano del Pescara. Ma l’elenco è lungo…».

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